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Il Giornale

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  • Ricerche in mare in Argentina: ​è scomparso un sottomarino
    Nessuna contatto da oltre 48 ore. La marina militare argentina ha perso i contatti con il sottomarino "San Juan" e ha lanciato un'operazione di soccorso e ricerca a largo raggio nell'Atlantico per ritrovarlo. A bordo, 44 membri dell'equipaggio. Sulla sorte del sottomarino si rincorrono diverse voci. I media per il momento parlano di un probabile guasto con un incendio al sistema radio all'interno dello scafo. "Non è chiaro se ci siano problemi a bordo, a parte le comunicazioni", fanno sapere dal comando di Buenos Aires. La nave, acquistata nel 1985 dalla Germania, è uno dei tre sottomarini a disposizione della marina militare argentina. "Il sottomarino - ha spiegato il portavoce- ha scorte di cibo per numerosi giorni e probabilmente sta proseguendo lungo la rotta programmata". Sempre dalla Marina militare argentina fanno sapere che le cause della momentanea scomparsa possono riguardare anche l'alimentazione dello stesso sottomarino: "Non abbiamo più alcuna comunicazione e questo potrebbe essere dovuto ad un problema alle batterie o di alimentazione elettrica (generata dai motori diesel)", ha concluso il portavoce della marina Enrique Balbi.
  • Le balle a 5 stelle sul diritto d'asilo: contrari in Italia, a favore in Europa
    Roma Houston, abbiamo un problema, la linea politica dei grillini sull'immigrazione si è persa nello spazio cosmico. Vogliono una stretta? Si battono per una redistribuzione europea delle quote? Oppure preferiscono lasciare le cose come stanno, cioè tutti a carico dell'Italia? Grande infatti sull'argomento sembra la confusione nel firmamento Cinque Stelle.Prendiamo il diritto d'asilo. A Roma Luigi Di Maio, il candidato premier, predica la linea dura, a Strasburgo invece il vicepresidente del Parlamento europeo, Fabio Massimo Castaldo, M5s, presenta due emendamenti alla riforma del trattato di Dublino che in pratica allargherebbero le maglie dell'accoglienza. Nel primo si legge che «le autorità accertanti non dovrebbero imporre al richiedente di fornire la prova di essere specifico oggetto di minaccia». E nel secondo emendamento Castaldo chiede l'estensione dell'ospitalità. «Dovrebbe essere assicurata protezione internazionale agli individui che subiscano minaccia grave da disastri naturali o creati dall'uomo». E cioè terremoti, inondazioni, calamità varie. Commenta Alessandra Mussolini: «I Cinque Stelle vogliono dare asilo non solo a chi fugge da guerre ma anche ai migranti economici e climatici e alle loro famiglie formatesi dopo il loro arrivo in Italia. Delle due l'una. O Di Maio non sa nemmeno che cosa combinano i suoi in Europa, o è un gran bugiardo».E prendiamo il regolamento di Dublino. Dopo anni di chiacchiere, il Parlamento europeo ha dato via libera alla riforma. In base al testo, sul quale ora si aprirà un difficile negoziato in Consiglio, il Paese in cui un richiedente asilo sbarca non sarebbe più automaticamente e unicamente responsabile di valutarne la domanda. I migranti dovrebbero invece essere distribuiti in tutti gli Stati dell'Unione. A favore socialisti, Ppe - tra cui Forza Italia, Mussolini correlatrice - e sinistra. Tra i contrari, oltre ai Paesi del Visegrad, i Cinque Stelle. Astenuta la Lega.«La nuova riforma è una gabbia perché obbliga l'Italia a gestire tutti i migranti economici sostiene la grillina Laura Ferrara , non è previsto nessun ricollocamento, nessuna solidarietà europea, nessuna condivisione degli oneri. È quello che voleva la Merkel. Fi e Pd hanno voluto l'ennesima truffa che pagheremo a caro prezzo. La Lega? Si è accodata perché brama le poltrone». Ma per Matteo Salvini «è il contrario; sono proprio i grillini che con il loro voto contrario a Strasburgo hanno difeso l'invasione continua». Salvini non si illude, però «dire solo no come fanno M5s significa aiutare il business delle cooperative sull'immigrazione e potenziare l'invasione».
  • Ecco quando la legge aiuta i jihadisti Le sentenze pazze da Pisa a Lecce
    La legge «aiuta» i terroristi. Il caso di Torino dei tagliagole dello Stato islamico che non si possono arrestare è solo la punta di un iceberg. La madre di tutte le sentenze farlocche è quella del Gip di Milano, Clementina Forleo, che nel 2005 assolse tre jihadisti facendo un distinguo fra guerriglia in Irak, non punibile, e terrorismo che semina morte fra la popolazione civile. Due anni fa un Gip di Lecce e lo stesso tribunale hanno lasciato andare 5 sospetti jihadisti siriani con documenti falsi e filmati di bombardamenti ed attentati sui telefonini. La Direzione distrettuale antimafia voleva arrestarli, ma sono stati considerati «profughi» giunti con i barconi. A Pisa il giudice Milena Balsamo si è lasciata andare con una tesi «giustificazionista»: «Quando si commettono eccidi come quelli contro gli algerini, quando si colonializza, non puoi ipotizzare che quella dell’Islam sia solo una guerra di religione. In fondo che differenza noti tra gli eccidi dei terroristi e quelli dei paesi ex colonizzatori?». In giugno è stata nominata dal Csm consigliere di Cassazione. Nel 2008 abbiamo lasciato andare il predicatore Bassam Ayachi arrestato a Bari. Prima condannato a 8 anni e poi assolto in appello è diventato il cattivo maestro dei terroristi di Parigi e Bruxelles. Anche Moez Fezzani catturato dagli americani in Afghanistan e rimandato in Italia dove aveva a vissuto a lungo è stato assolto ed espulso. Solo nel 2014 la Corte d’appello di Milano lo ha condannato a 5 anni e 8 mesi di carcere come reclutatore jihadista. Troppo tardi: Fezzani stava già combattendo in Siria per poi trasferirsi in Libia in nome del Califfato ordendo le stragi del museo del Bardo a Tunisi, dove sono morti dei turisti italiani e della spiaggia di Sousse. Lo scorso anno è stato finalmente preso in Sudan. A causa di procedure contorte, tempi e cavilli non rispettati, la Norvegia ha dovuto scarcerare lo scorso anno mullah Krekar, un noto capoccia jihadista, che avrebbe dovuto essere estradato in Italia. La beffa peggiore è l’assistenza ai terroristi ufficialmente indigenti. La coppia Mohamed Koraichi e Alice Brignoli partita per la Siria viveva con gli aiuti di stato (1000 euro al mese) in provincia di Lecco. Ajman Veapi condannato in aprile a 4 anni e 8 mesi per reclutamento di volontari della guerra santa ha ricevuto per due anni 500 euro al mese di sussidio dalla regione Friuli-Venezia Giulia. Un terrorista di una rete pachistana, Hafiz Muhammad Zulkifal, con otto figli è riuscito a ottenere nel bergamasco il sussidio per l’affitto e la scuola della prole oltre all’assegno familiare. Più discrezionale, ma altrettanto beffardo, la concessione delle varie forme di protezione previste per i richiedenti asilo. L’ultimo sospetto jihadista espulso da Lecco in ottobre, il kosovaro Idriz Idrizovic, viveva in Italia da dieci anni grazie alla «protezione sussidiaria» aiutato dal patronato Cgil. Abdul Rahman Nauroz della cellula di Merano aveva ottenuto lo stesso status raccontando di minacce di morte in Iraq da parte di Ansar al Islam, la stessa organizzazione del terrore di cui faceva parte. Altri jihadisti sbarcati a casa nostra si erano spacciati per «cristiani perseguitati» ottenendo asilo politico prima di venir scoperti come terroristi islamici.
  • Ansia e lealtà: cosa c'è dietro la grafia di Gian Piero Ventura
    Al di là del risultato calcistico, ciò che interessare è esplorare il tipo di personalità che possiede Gian Piero Ventura. La lettera iniziale maiuscola, molto grande, indica come egli abbia cercato di trovare nell’esperienza sociale un trampolino di lancio per compensare certe frustrazioni personali del passato. Tuttavia egli possiede un corredo personale integrato tra un’intelligenza concreta, portata ad ottenere risultati immediati, e un carattere sanguigno che non sempre gli permette di soppesare i pro e i contro nelle varie situazioni. Ciò è dovuto ad un sottofondo d’ansia che egli non sempre riesce a gestire e che può fargli perdere in consequenzialità d’azione. I tagli delle “T”, così pronunciati e allungati in avanti, denotano un’aggressività che non sempre Ventura riesce a indirizzare operativamente, per cui ingoia in modo silenzioso specie se le risposte esterne non combaciano con i suoi desideri. Di fronte all’insuccesso, non solo calcistico, egli prova sgomento in quanto non riesce a capacitarsi del perché non riesca a sfondare. La grafia, con quei gesti grafici che esulano dal modello scolastico, esprime un carattere schivo, ma determinato e tenace. Sono, forse, l’ansia e la smania di risultati che possono renderlo a volte insicuro e titubante, con difficoltà nel “cogliere l’attimo fuggente”. Resta comunque persona corretta e leale, che non colpirà mai nessuno alle spalle. (Clicca qui per guardare la grafia di Ventura)
  • Bersani chiude le porte: Non so se uniti si vince
    "Noi tiriamo dritto, poi vediamo se convinciamo qualcuno che bisogna cambiare. Unità è una bella parola, ma non è vero che uniti si vince. È cambiando che si vince. Uniti abbiamo visto da tre anni che si può perdere tutte le volte". Pier Luigi Bersani ai microfoni di Propaganda Live su la7 continua a serrare la porta su una possibile apertura da parte di mdp per un dialogo con il Pd. Il gran da fare che ha Fassino in questi giorni pare non abbia portato grandi risultati. L'emissario dem per aprire un dialogo a sinistra deve per il momento incassare un "sì" da Prodi e un "no" da Bersani che tiene il punto: "C’è un pezzo di popolo che non ne vuole sapere di un centro sinistra che fa queste politiche", ha aggiunto. L'ex leader del Pd ha parlato anche del ballottaggio al Municipio X di Ostia a Roma dove i dem sono andati fuori già al primo turno: "Se la sinistra non va nel disagio, ci vanno gli altri, punto. Se la sinistra si fa vedere solo sulle cose che funzionano e non rimette i piedi lì dove ci sono i problemi è finita. Stanno segando il ramo dove c’è su la sinistra, il centro sinistra, rompendo i rapporti con i ceti popolari. Questo io non l’accetto, tanti altri non l’accettano. Al ballottaggio uno di sinistra non va mai con la destra e con quella destra lì meno che mai".
  • Jihadisti minacciano il Papa: così decapitano Francesco
    Ancora minacce ai cristiani da parte dell'Isis. Questa volta a preoccupare è un'immagine apparsa su un gruppo vicino ai jihadisti dello Stato Islamico che ritrae Papa Francesco decapitato. Nell'immagine un jihadista, col volto coperto, tiene in una mano la testa del Pontefice e nell'altra un coltello. L'immagine di fatto richiama alla memoria quella di Jihadi John, il boia dell'Isis che è apparso in numerosi video che mostravano le esecuzioni dei jihadisti. Di fatto la foto è stata rilanciata sul profilo Twitter di Site, l'organizzazione che monitora le attività dei jihadisti sul web. Questa foto arriva a poche ora da un'altra terribile immagine circolata su alcuni pro0fili jihadisti in cui un uomo alla guida di un'auto si trova in via della Conciliazione a Roma. La foto, dal titolo "Natale di sangue", esorta i lupi solitari a colpire il Vaticano e Roma proprio durante le Feste che stanno per arrivare. Non è la prima volta che il Vaticano si trova a l centro delle minacce jihadiste. Ma dopo l'attentato di Berlino dello scorso anno quando morirono 12 persone, tra cui una ragazza italiana, travolte da un Tir, l'attenzione alla sicurezza in vista delle celebrazioni del Natale resta altissima. La propaganda sul web continua dunque a mettere nel mirino ancora una volta la cristianità. E i jihadisti nei loro messaggi di morte continuano ad avere un chiodo fisso: la conquista di Roma, simbolo del Vaticano e dei cristiani.
  • Biotestamento, Renzi ne parla con il sacerdote: “Approveremo la legge”
    "Della legge sul biotestamento ho parlato con il mio don, il mio prof di religione, che è uno molto rigoroso, attento a sottolineare l’appartenenza alla dottrina: anche lui dice che, coi livelli raggiunti dalla scienza, impedire il fine vita rischia di essere anticristiano". Matteo Renzi interviene così sul tema del fine vita dopo le parole di Papa Francesco sull'accanimento terapeutico."Sono d’accordo col Santo padre", ripete il segretario del Pd che, parlando con i suoi collaboratori della legge sul biotestamento: "Vedrete: la approveremo". Legge che in aprile è passata alla Camera grazie ai voti di Pd, Si, Mdp e Cinquestelle ma, da allora, ricorda La Stampa, giace in Senato dove non può essere discussa se prima non passa la legge di bilancio che sarà licenziata tra il 28 e 29 novembre. "Il biotestamento è uno dei nostri obiettivi prioritari", garantisce il capogruppo dem di Palazzo Madama, Luigi Zanda anche se, da qui alla fine della legislatura le priorità sono tante: dallo Ius soli alla modifica dei regolamenti parlamentari."Dobbiamo provarci – insiste però Zanda – dobbiamo tentare di approvare il testo così com’è, perché chi propone modifiche non vuole che venga approvato" ma dagli alfaniani arriva un no netto. "Quel testo va corretto, così non lo votiamo", dice Maurizio Lupi, mentre per il ministro Lorenzin "la legge va migliorata". Poi ci sono i Cinquestelle che hanno approvato il provvedimento alla Camera ma sono sempre pronti a rimangiarsi la parola come successo con lo ius soli, ricorda Zanda.
  • Italia ma che ca....fai? Che schifo. Lo sfogo dell'immigrato
    Il video ha fatto il giro del web. Ormai si contano 800mila clic e circa 11mila condivisioni. Un vero e proprio caso social. Si tratta del filmato realizzato da un immigrato dopo la sconfitta dell'Italia alle qualificazioni per i mondiali di calcio in Russia e pubblicato sulla sua pagina Facebook "50 diriquenti". "Italia! Perché non vuoi andare al mondiale? Oh, io lo devo guardare in tv. Fammi vedere il calcio. Perché? Oh" (guarda il video).Il video, realizzato in un italiano piuttosto claudicante, è un flusso di frasi contro l'Italia e il suo (ex) ct Giampiero Ventura. "Italia schifo, mamma mia - dice il giovane di colore - Dormi Italia, svegliati! Forza! Coraggio! Dai! Subito! Perché non chiamate Balotelli? Oh! Mamma mia che cazzo diavolo fai, Italia. Svegliati. Mamma mia Italia schifo, fai cagare. Oh, quando non fai un cazzo bene, vieni là..." "Capito mi hai? Oh occhio eh! Ma chiama Balotelli! Perché lo hai lasciato a casa? Fai a meno di lui? Perché non lo chiami? Sei scemo? Dove hai messo la testa? Ventura, dove hai messo la testa? Sei scemo? Porca giuda, porca miseria".
  • Su Facebook spunta la pagina che predica il jihad contro il Natale
    “Quando avremo finito il jihad contro il Natale (festeggiamento falso) ci occuperemo anche della Pasqua nella quale viene affermata la falsa storia della resurrezione perché Gesù era solo un uomo e non una divinità”. Oppure, “bisogna chiamare il presidente delle scuole di dove vanno i nostri figli e fare togliere il presepio”. Sono le minacce scritte in un italiano stentato che compaiono sulla pagina Facebook “Musulmani contro il Natale”. Una pagina creata con l’obiettivo, spiegano gli autori dei post, di “cancellare” la festa della nascita di Gesù perché “contraria alla legge del yihad”.Le frasi sconnesse pubblicate in italiano ed in arabo e le immagini un po’ naif lasciano supporre che si tratti di qualche burlone da tastiera, oppure di una pagina fake. Tuttavia, la pagina esiste e veicola messaggi di odio che suonano tanto più inquietanti se si pensa che solo ieri la Wada Media Foundation, organizzazione vicina all'Isis, ha diffuso l’immagine di un terrorista islamico alla guida di un’auto diretta verso San Pietro. Un chiaro invito a colpire diretto ai lupi solitari italiani. Un chiaro invito a macchiare ancora una volta con “il sangue” le festività natalizie, come avvenne lo scorso anno a Berlino, quando il tir guidato dal jihadista tunisino Anis Amri si scagliò contro la folla nel mercatino di Natale di Breitscheidplatz, provocando la morte di 12 persone, tra cui la nostra connazionale Fabrizia De Lorenzo.[[fotonocrop 1464483]]A denunciare la presenza sul social network della pagina, che conta un centinaio di iscritti, è il consigliere regionale del Lazio, Fabrizio Santori. L’esponente di Fratelli d’Italia ha invitato i cittadini a segnalare la pagina perché venga chiusa “a tutela degli utenti della rete e dei cittadini in genere”. “Servirebbe maggiore attenzione da parte del social network e delle istituzioni nei confronti di questi temi che quando toccano la religione cattolica e i suoi simboli, sembrano non suscitare le stesse reazioni che invece sorgono appena riguardano altre religioni”, ha scritto Santori in una nota, chiedendo, inoltre, alla polizia postale di intervenire e di vigilare “su segnalazioni di questo tenore che in prossimità delle festività natalizie moltiplicano il loro numero".[[fotonocrop 1464485]]Insomma, che si tratti delle minacce di un gruppo estremista, dei proclami di uno squilibrato o di un pesce d’aprile fuori stagione, decine di utenti chiedono a gran voce che la pagina venga oscurata. Di certo, con l’Isis che minaccia di far “piovere sangue su Roma” durante le celebrazioni natalizie, se fosse uno scherzo, sarebbe sicuramente di pessimo gusto.
  • Romeno pesta anziane per strada. Noi prese a pugni senza un motivo
    Un vero e proprio orrore. Botte e pugni senza alcun senso. Nel pieno centro di Busto Arsizio. La furia di un romeno ubriaco è piovuta addosso a due anziane sorelle, Argia e Wilma Calmosi. Una di loro è finita in coma, mentre Pardalian Caldaran, 26enne con precedenti per furto e rissa, è stato successivamente arrestato. "Ecco la triste eredità - tuona a il consigliere regionale della Lega Nord Giampiero Reguzzoni - che ci lascia il Pd e tutta la sinistra dopo 5 anni di governo, trascorsi solo a pensare agli immigrati e senza fare nulla per gli italiani".Si tratta dell'ennesimo caso di criminalità e violenza. L'aggressione alle due malcapitate anziane va drammaticamente ad aggiungersi all'assalto compiuto solo due giorni fa all'interno di un supermercato da parte un richiedente asilo, sempre con precedenti per altri reati e già allontanato dal centro di accoglienza che lo ospitava. "Renzi, che oggi sta girando il Paese in treno facendo finta di ascoltare e raccogliere le problematiche dei territori - chiede Reguzzoni - perché non ha fatto qualcosa quando era premier, lasciando che l'acuirsi del disagio sociale si facesse sempre più forte?". Quando è stato arrestato Pardalian Caldaran non aveva documenti, ma un visto del consolato romeno. Da giorni, secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, vagabondava per alcune città italiane.Le due anziane signore stavano camminando lungo via Quintino Sella quando, poco dopo le 17 e 30, hanno incrociato Pardalian Caldaran. Senza alcun motivo, il romeno ha riempito di pugni una delle due. Il primo colpo allo sterno, il secondo sul costato. Poi si è allontanato, salvo poi tornare sui propri passi e accanirsi sull'altra sorella. La 83enne è caduta a terra sbattendo la testa contro l'asfalto. Adesso è in coma.
  • Antitrust, multe per tre istituti bancari
    Multa da 5 milioni per UniCredit, da 4 milioni per Bnl e da 2 milioni per Intesa Sanpaolo. È questa la decisione che ha preso l'Antitrust che ha sanzionato tre istituti di credito per aver "adottato condotte aggressive, in violazione degli articoli 24 e 25 del Codice del Consumo, aventi ad oggetto la pratico dell'anatocismo bancario". E di fatto l'Antitrust ha sottolineato come in un quadro normativo che sta cambiando le tre banche hanno spinto in modo deciso sullacquisizione delle autorizzazioni all'addebito su conto corrente adottando "strategie con cui i clienti sono stati sollecitati a concedere l'autorizzazione". Di fatto l'Antitrust contesta questo metodo perché avrebbe convinto i clienti che questa partica sia una sorta di normale modus operandi senza mostrare le conseguenze della scelta sul fronte del conteggio degli stessi interessi sui debitori. "Le banche - si aggiunge - nell’adottare tali politiche, hanno fatto attenzione nell’informativa fornita ai clienti a rilevare solo le possibili conseguenze negative e non accennando, invece, alle conseguenze dell’autorizzazione connesse con l’applicazione di interessi anatocistici. L’Autorità ha dunque ritenuto scorrette le modalità utilizzate".
  • Nuovo terremoto in Vaticano: Anche io sono stato molestato
    "Che rapporti avevi con il don?". La domanda di Gaetano Pecoraro delle Iene è il preludio ad una nuova sconcertante inchiesta de Le Iene, che nella puntanta di domenica manderanno in onda un'altra testimonianza di molestie sessuali che sarebbero avvenute in Vaticano. Sotto la cupola di San Pietro.La settimana scorsa il programma di Italia Uno aveva raccontato la storia di due ex chirichetti del Vaticano che accusavano un ex seminarista, poi diventato prete, di aver commesso abusi sessuali. Ora emerge una seconda tesimonianza. "All'inizio i rapporti erano buoni, lui mi cercava. Mi portava in Basilica per preparare l'altare delle Messe, mi portava in giro..", spiega il giovane che parla a volto coperto e con la voce camuffata. "Avevo cominciato anche a gestire i chirichetti più piccoli. Mi diceva lui di farlo". Secondo quanto raccontato dalle Iene, il motivo per cui Lucio (nome di fantasia) era entrato nelle grazie del seminarista era da ricercare nel fatto che "avrei sostituito Marco". Ovvero il chirichetto violentato nella camera da letto in Vaticano. "I miei compagni mi avevano avvertito che avrei preso il posto di Marco e che avrebbe voluto certe cose da me come le aveva volute da Marco". Finché una sera, il don sarebbe passato ai fatti.
  • La voce sull'Isola dei Famosi: Bettarini e il figlio concorrenti
    Due grandi novità in arrivo sul fronte dell'Isola dei Famosi. Ad anticiparle è il settimanale Spy che adesso fornisce qualche indiscrezione su chi parteciperà al reality show che di fatto prenderà il via a gennaio 2018. Tra i candidati a prender parte alla spedizione sull'Isola più spiata d'Italia ci sarebbero anche Stefano Bettarini e suo figlio Niccolò. Si tratta del maggiore avuto dal matrimonio con Simona Ventura. E di fatto Spy anticipa un'altra grande novità. Poco prima del programma ci sarà anche l'Isolina. Di fatto parteciperanno anche 10 concorrenti pescati dal web che per 35 giorni vivranno in uno spazio che riporduce quello dell'Honduras. La scenografia esotica è stata allestita proprio alle porte di Roma. I concorrenti, anche in questo caso, saranno di fatto sorevgliati e spiati 24 ore su 24. L'Isolina andrà in onda per dieci puntate su Italia Uno. Ma attenzione: chi vincerà l'Isolina potrà partecipare anche all'Isola dei Famosi condotta da Alessia Marcuzzi.
  • Alitalia, Delrio frena Lufthansa: ​I tedeschi fanno i loro interessi
    "Esiste la geopolitica. I tedeschi, lo dico con tutto il rispetto, fanno i loro interessi". Durante l'intervento al Festival "Economia Come" il ministro dei Trasporti Graziano Delrio è entrato a gamba tesa nella vicenda Alitalia. Proprio ieri sono iniziati gli incontri con Lufthansa che hanno manifestato interesse per l'acquisizione delle attività aziendali facenti capo alla compagnia di bandiera italiana. "Non si può agire - ha proseguito il ministro dem - come se non contasse niente non avere una compagnia di bandiera, i patti devono essere chiari"."Far fallire una compagnia come Alitalia, che anche se non è più una compagnia di bandiera garantisce il 51% del traffico aereo - ha messo in chiaro Delrio - vuol dire far scompare un pezzo dell'economia italiana. Possiamo fare a meno di una compagnia di bandiera, perché Alitalia non lo è più, ma non possiamo rinunciare a una compagnia che fa gli interessi nazionali". Ieri una decina i membri della delegazione tedesca ha incontrato Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari. I tre commissari non hanno voluto concedersi ai taccuini. Si sono limitati ad affidare le conclusioni ad un comunicato stampa: "Il confronto si inserisce nel normale quadro di incontri che i commissari stanno avendo con tutti i soggetti che abbiano manifestato interesse". "I commissari straordinari - spiega ancora la nota - proseguiranno il confronto con tutti i soggetti interessati con l'obiettivo di trovare la soluzione migliore per il futuro della Compagnia". Parole che fanno capire come, al netto dei discorsi relativi ad esuberi di personali ed investimenti, il ragionamento verte soprattutto sulle idee a lungo termine che gli eventuali acquirenti hanno per Alitalia."Lavoriamo per fare le cose fatte bene ma non vogliamo avere troppa fretta - ha messo in chiaro Delrio - è il caso di far bene più che fare presto". Su Lufthansa, poi, ha spiegato che i commissari stanno andando avanti a valutare: "È un lavoro serio e accurato perché non vogliamo svendere ma vendere". Secondo indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi, infatti, la compagnia tedesca avrebbe in mente un modello molto simile a quello di Swiss, nata sulle ceneri di Swissair. Nella fattispecie, si tratterebbe di un investimento da circa 250 milioni di euro, inferiore a quella richiesta da parte italiana, con il mantenimento di un centinaio di aerei sui 120 della flotta e di circa 6mila degli 8.400 dipendenti del lotto Aviation. Lufthansa, sempre secondo quanto finora trapelato, aveva presentato una offerta entro i termini originariamente previsti. Si tratta, però, di voci che Gubitosi ha già provveduto a smentire: "Quelli circolati sono numeri di fantasia...".Altre offerte (ovviamente migliorative) potrebbero arrivare nelle prossime settimane. Il fondo americano Cerberus, per esempio, non ha presentato un'offerta in tempo ma ha manifestato interesse. E, quindi, potrebbe anche rientrare in partita. Formalmente interessata, con tanto di offerta parzialmente coperta da riserbo, c'è poi EasyJet. La partita, insomma, è ancora aperta.
  • Ho paura, prega per me: l'ultima telefonata dell'ex consigliere scomparso
    "Qui va sempre peggio, ho paura". E ancora: "Vai a messa e accendi una candela per me". A parlare è Fabrizio Pozzobon, l'ex consigliere della Lega Nord sparito dal 2016 mentre si trovava in Siria, dove sarebbe andato a combattere con l'Isis.La notte di Natale dell'anno scorso l'uomo ha chiamato - proprio dalla Siria - la fidanzata Cristina a cui aveva già inviato il "reportage" del suo viaggio iniziato a Istanbul il 20 dicembre scorso. Inizialmente l'uomo aveva raccontato felice la sua visita nella capitale turca. "Qui va tutto bene", diceva alla donna, "Sono con i miei amici, vorrei venissi anche tu". Ma poco a poco - come racconta il Messaggero - i suoi selfie sono diventati più cupi e lo ritraevano davanti a città distrutte dalle bombe o in strade caotiche e polverose. Fino all'ultima chiamata nelle ore tra Natale e Santo Stefano. Poi più nulla."Ci diceva che andava a trovare degli amici, e non ci siamo mai preoccupati perché teneva i contatti ed era sempre tornato", racconta chi lo conosce. Ma ora gli inquirenti indagano sulla pista del terrorismo, anche se non si escludono il rapimento o l'omicidio. Ma come è possibile che lui - fervente cattolico e che era andato a messa solo due domeniche prima di partire - si possa essere unito all'Isis? Gli esperti parlano di "conversione ideologica per vicinanza alla causa" più che religiosa. Ma la fidanzata non ci crede."Fabrizio non c’entra nulla con il terrorismo o con l’Isis", dice al Gazzettino, "Non si è mai convertito e andava sempre a messa. Che senso avrebbe? Non era neanche aggressivo. Anzi. Non ho mai conosciuto una persona dolce e romantica come lui. Mi ha detto che doveva andare a trovare un amico, non so chi fosse precisamente. Gli aveva fatto una promessa: dovevano trovare una persona scomparsa alcuni anni fa. Non era radicalizzato e nemmeno convertito. Aveva sempre sul collo dei ciondoli con la croce e andava sempre a messa il sabato o la domenica. Su Facebook anche io ho cominciato a vedere sue strane amicizie ma ho avuto la netta sensazione che si fosse reso conto anche lui che stava facendo uno sbaglio. Ma ormai qualcosa lo obbligava ad andare là: si sentiva costretto. Ma non lo ha fatto perché si è convertito, assolutamente".
  • Grave lutto per Riccardo Scamarcio: Ciao Emilio
    Un grave lutto ha colpito l'attore Riccardo Scamarcio. Si è spento a 64 anni suo padre Emilio. Come ha riportato andrialive.it, il padre dell'attore pugliese era un grande tifoso della Fidelis Andria. E così tutta la tifoseria ha voluto mandare un messaggio alla famiglia Scamarcio che sta affrontando un momento di dolore così duro: "Ciao Emilio grande tifoso biancazzurro! La Fidelis Andria, rattristata per la dolorosa scomparsa dell’amico, nonché tifosissimo biancazzurro, Emilio Scamarcio, si stringe in un ideale abbraccio alla sua famiglia, porgendo le più sentite condoglianze". Appena due giorni fa l'attore aveva festeggiato il suo compleanno e di fatto era stato fotografato anche in compagnia della sua storica fidanzata, Valeria Golino nonostante il loro rapporto si sia interrotto. L'attore ha vissuto ad Andria fino all'età di 18 anni. Poi la carriera cinematografica l'ha portato altrove. Adesso ha davanti questo dolore di figlio che deve dire addio al padre forse fin troppo presto e in un modo improvviso.
  • La coca è pura, sms per errore a un carabiniere: arrestato ristoratore
    A chi non è mai capitato di inviare un messaggio alla persona sbagliata? Un gesto, fatto sovrapensiero, che può portare alla fine di una storia d'amore, di amicizia o persino all'arresto. Già, perché se il testo del messaggio è "La coca è pura" e viene inviato per errore a un carabiniere, allora sono guai seri.È successo a un ristoratore di Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, che poco tempo fa, confondendo un cliente della sua rubrica con un carabiniere, ha inviato distrattamente al militare un messaggio Whatsapp in cui descriveva la qualità della droga in vendita.Sono subito scattati i controlli. Le forze dell'ordine hanno scoperto che l'uomo oltre a essere il gestore di un noto locale, era uno spacciatore. Il 50enne è stato bloccato la notte scorsa in un'area di sosta sulla strada Provinciale 63 dove si trovava insieme a un giovane ed è risultato in possesso, dopo le perquisizioni sulla sua auto e nella sua abitazione, di oltre 250 grammi di stupefacenti tra cocaina, hascisc e marijuana.L'uomo, a cui sono stati sequestrati anche 1.645 euro in contanti e due bilancini di precisione, è stato arrestato.
  • Vauro choc in tv: Far chiarezza sui soldi del Cav. Ed è lite con Sgarbi
    Mattina di fuoco su La7. A L'Aria che tira, la trasmissione condotta da Myrta Merlino, si parla dell'assegno mensile da 1,4 milioni di euro a Veronica Lario. Uscendo completamente dal discorso Vauro è subito tornato ad attaccare Silvio Berlusconi. "Sull'origine della sua fortuna economica - ha detto - non si è mai fatta chiarezza". Ma Vittorio Sgarbi, che era presente in studio, lo ha immediatamente zittito: "I magistrati indagano da 30 anni solo su di lui, non hanno trovato niente". Ed scoppiata una lite in tv (guarda il video).Ieri la Corte d'appello di Milano ha tradotto in pratica il nuovo orientamento della Cassazione per cui, se l'ex coniuge è in grado di cavarsela da sola, non ha diritto a essere mantenuta. Da qui il dimezzamento dell'assegno da un milione e 400mila euro che, come riconosciuto in primo grado, Berlusconi doveva corrispondere all'ex moglie ogni mese. D'ora in poi Veronica Lario non solo dovrà bastare a se stessa, ma dovrà anche restituire al Cavaliere circa 43 milioni di euro. Di questo si stava parlando questa mattina, a L'Aria che tira, quando Vauro ha attaccato: "Sull’origine della fortuna economica di Berlusconi non si è mai fatta chiarezza". Un'affeemazione violentissima che ha mandato su tutte le furie Sgarbi.[[video 1464460]]"Questa è una trasmissione pubblica - ha tuonato il critico d'arte - e a tutto c'è un limite". Quindi ha spiegato: "Non dica che non è stata fatta chiarezza, l'hanno fatta mille volte. Non è possibile sentire questa menata continua - ha incalzato Sgarbi - i magistrati hanno lavorato solo su Berlusconi, continuamente. Se avessero trovato materia, lo avrebbero arrestato...". Quindi rivolto a Vauro: "Questo è un imbecille e un diffamatore".
  • Carige, accordo per l'aumento: Un impegno per 140 milioni
    Proprio come fece lo scorso dicembre con Mps, Consob sospende le negoziazione di Banca Carige in Borsa fino a quando "non sarà ripristinato un corretto quadro informativo" sull'aumento di capitale da 560 milioni di euro."L'attuale contesto informativo - scrive la Commissione - non garantisce la trasparenza, l'ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori, in ragione dell'incertezza in merito all'operazione di aumento di capitale e alle eventuali iniziative in corso da parte della Banca e delle competenti autorità per la vigilanza prudenziale".Ma dopo ore di trattativa sembra essere vicino l'accodo per un aumento di capitale della banca ligure. Malacalza Investimenti e Gabriele Volpi hanno infatti firmato l'impegno a sottoscrivere rispettivamente il 17,6% e il 9,9% (oltre il quale non può andare). Impegno sottoscritto anche da altri soci forti del gruppo bancario come Volpi, Spinelli, Coop Liguria e altri. In totale gli azionisti si sono impegnati per 140 milioni di euro, pari al 28% dell’aumento.Questa mattina Carige ha tirato giù Piazza Affari e i titoli bancari. Il Ftse Mib è in flessione dello 0,3%. Oggi sono volatili i titoli delle banche medio-piccole, che avevano sofferto di più: Banco Bpm sale dello 0,5%, Ubi ha cambiato più volte direzione e scende ora dello 0,7% mentre Mps segna una delle performance migliori del listino con un +8%. In calo Bper (-1,6%). Tra le banche più grandi deboli Intesa Sanpaolo (-1%), Unicredit e Mediobanca (-0,7%).
  • Zuccaro difende accordi in Libia: Chi non controlla i migranti mette a rischio la civiltà dello Stato
    “Le ultime misure” varate da Marco Minniti “sono proficue”. Il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro si schiera al fianco del ministro di ferro del governo Gentiloni e in difesa dei patti con la Libia per bloccare il “flusso incontrollato” di “migranti clandestini”. Una presa di posizione non da poco nei giorni in cui l’Onu definisce “disumano” l’accordo dell’Ue (e del Belpaese) con il governo di Al Serraj.Il magistrato che per primo ha scoperchiato il velo d’ipocrisia sull’operato delle Ong nel Mediterraneo, mercoledì sera era relatore al ciclo di conferenze promosso dal Collegio Augustinianum dell’Università Cattolica dal titolo “La gestione interna del fenomeno migratorio”. Di fronte ad un folto pubblico, il pm ha criticato la gestione "improvvisata" del fenomeno migratorio di Angelino Alfano (pur senza citarlo) e ha ammesso il fallimento delle missioni marittime europee (Frontex e Eunavfor Med) che “non hanno raggiunto i loro obiettivi”. Non sono mancate in generale reprimende nei confronti dell'Italia per aver “abdicato al controllo del flusso migratorio” e per averlo delegato alle Ong, permettendo così ai criminali di raggiungere la “massima possibilità di ottenere profitti”.La posizione di Zuccaro è chiara: l’afflusso incontrollato di “migranti clandestini” gestito dalle bande criminali libiche era il “fattore di maggior destabilizzazione della Libia”. Bene ha fatto dunque Minniti a mettere Al Serraj nelle condizioni di “controllare le zone di imbarco”. Il prezzo è quello di aver costretto i profughi in centri di detenzione "disumani”? Certo. Per questo il pm vorrebbe "l’intervento delle Nazioni Unite" nel controllo delle strutture, ma non farebbe un passo indietro sulle scelte politiche prese. Le partenze vanno comunque fermate.[[foto 1464430]]A fare da contraltare alle tesi del procuratore, il direttore dell’Augustinianum, Edoardo Grossule, e il suo vice, Andrea Panatè, hanno invitato la professoressa Francesca De Vittor, ricercatrice confermata in diritto internazionale dell'Università Cattolica di Milano. Uno scontro aspro e segnato da divergenze d’approccio: da una parte la “spinta solidaristica” di chi rifiuta la definizione di “clandestino”; dall’altra quella “serenamente realista” di chi è consapevole che “non possiamo far arrivare tutti a bussare alla nostra porta”.Per la De Vittor ogni essere umano ha “diritto a migrare” ovunque voglia e lì presentare richiesta di asilo. E non importa se la maggioranza dei profughi approdati nel Belpaese non sono tecnicamente dei rifugiati, perché “l’Italia ha ratificato norme internazionali che impongono” di “far entrare tutti e poi decidere chi deve rimanere”. Da qui nasce la critica agli accordi realizzati da Minniti con Tripoli: “L’Italia in passato è stata condannata per i respingimenti - ha fatto notare la docente - e oggi sta delegando alla Libia le attività illecite in modo da non risultare responsabile di quanto accade”. L’obiettivo sarebbe quello di fermare gli immigrati prima che approdino in acque internazionali per “non entrare in contatto con loro” e lavarsene le mani. Speranza vana, secondo De Vittor, perché Roma è comunque responsabile di ciò che accade in Libia in quanto “consapevole dei trattamenti inumani” nei centri profughi africani: chiunque presti assistenza ad uno Stato che viola i diritti umani - è il ragionamento - ne diventa di fatto corresponsabile.[[foto 1464432]]Le tesi della ricercatrice non convincono però Carmelo Zuccaro. “Non si può dire che quello di Serraj è un governo canaglia”, dice. "L'Ue fa bene a mettere gli Stati membri nella condizione di difendersi dall’immigrazione incontrollata”. “La Guardia Costiera di Tripoli è composta da persone che rispettano le leggi - aggiunge il pm - trattare con Al Serraj non significa diventarne complici, ma serve a bloccare il traffico di migranti”. Già. Perché se si desidera la stabilità del Mediterraneo, l’unica soluzione è quella di “impedire" ai criminali di assumere “posizioni di forza in Libia”. La linea da seguire è quella dettata da Falcone e Borsellino nella lotta alla mafia. “I trafficanti sono dei mostri - ripete il procuratore - e se noi li lasciamo liberi di arricchirsi” continueranno a mantenere il potere e a incrementare l’orribile tratta di esseri umani.Ed è qui che Zuccaro pizzica le Ong. “Tutte le attività che consentono ai migranti di arrivare in Italia - sostiene il magistrato - si pongono in oggettivo contrasto con la lotta ai trafficanti”. Piazzarsi a pochi metri dalle coste della Libia, dunque, non è spirito umanitario. Ma un aiuto ai criminali. E non è solo una questione giuridica, ma anche e soprattutto politica. Zuccaro lo sa: “Non si può dire ai profughi ‘mettetevi in mare’ e poi decidere chi accogliere e chi respingere. Lo Stato ha il diritto di controllare il flusso migratorio quando diventa un costo eccessivo”. Il diritto del governo si trasforma poi nel “dovere verso i cittadini” di “non impedire un accesso incontrollato che superi le capacità di accoglienza”: “Ci sono milioni di persone povere che tentano di partire - spiega il pm - ma questo non corrisponde al dovere per l'Italia, che ha risorse limitate, di accoglierli. La Croce Rossa insegna che prima di prestare soccorso è necessario assicurare la propria sicurezza. Mi chiedo: un Paese che fa entrare 10 milioni persone può definirsi sicuro?". Ovviamente no. Perché un governo che “non è in grado di controllare l’ingresso dei migranti mette a rischio la civiltà dello Stato”. Parola di Zuccaro.
  • Torino, picchiati dal padre e costretti a studiare l'arabo e il Corano
    Sono stati frustati a Torino con il filo elettrico sulle mani e sotto la pianta del piede, legati a una sedia per punizione, imprigionati al buio in una stanza senza finestre e lasciati per ore senza cibo, costretti a svegliarsi all’alba per pregare e studiare il Corano e la cultura islamica.Poi un giorno le tre sorelle minorenni e il fratellino più piccolo non ce l'hanno fatta più. Una di loro, infatti, si è confidata a scuola con un’insegnante: "Piuttosto che tornare a casa, io mi uccido. Non voglio più stare con mamma e papà. Papà picchia e io preferisco morire".L'episodio è accaduto a Torino dove la procura ha aperto un fascicolo sui maltrattamenti in famiglia nei confronti una coppia di nazionalità egiziana. Sono stati chiesti 5 anni di reclusione per l'uomo e 3 anni e sei mesi per la donna.Quando la verità sulla famiglia egiziana è venuta alla luce, i figli dei due imputati avevano età comprese tra i 10 e i 17 anni. Il più piccolo è il maschietto, poi ci sono le tre sorelle maggiori. C’è anche una quinta figlia, una bambina di pochi mesi che però non è vittima di violenza.Dalle indagini sembra che i ragazzi fossero costretti a vivere in una camera molto piccola, senza riscaldamento e con il bagno sul ballatoio. "I bambini erano terrorizzati dal padre - ha spiegato oggi in aula il pm -, andavano dalla mamma e le dicevano ‘Ti prego non avvertire papà’. Ma lei lo faceva e il padre picchiava. E picchiava con intensità diversa a seconda degli errori commessi dai figli"."Ogni motivo buono per picchiare. C’era la richiesta di pregare e di studiare l’arabo, è vero, ma in realtà ogni pretesto era buono per picchiare", ha sottolineato l’avvocato di parte civile Emanuela Martini. "I ragazzi sono stati picchiati talmente tanto da non comprendere più, dopo qualche tempo, le ragioni di tanta violenza. Oggi non si frequentano, perché sono ancora traumatizzati dagli eventi".Durante il processo la madre ha preso la parola: "Nessuno ci ha mai compresi. Vivevamo in sette in pochi metri quadrati, eravamo in una situazione disperata e nessuno ha mai compreso le nostre difficoltà". La sentenza verrà pronunciata il 24 novembre.
  • Milano, ragazza 21enne violentata in un parco
    Aggredita e violentata dopo aver partecipato alle riprese di una fiction a Milano. È la storia di una ragazza di 21 anni che dopo aver lasciato l'ospedale Niguarda dove si stavano girando le riprese a cui ha partecipato come una comparsa, sarebbe stata aggredita con un coltello da un uomo sui 30-40 anni, probabilmente dell'Est, come sottolinea il Corriere. La giovane si trovava in un vasto piazzale che si estende su via Ettore Majorana. Lì l'uomo l'ha sorpresa e dopo averla minacciata e rapinata l'ha trascinata via di forza. Lo stupro sarebbe avvenuto in un parchetto dove c'è la pista ciclabile tra alberi e cespugli dove nessuno potesse scoprire l'orrore che si sarebbe consumato. Lo stupro è stato denunciato lo scorso 13 novembre. La ragazza ha raccontato tutto ai carabinieri e nel fascicolo vengono citati "soccorsi per violenza sessuale". Di fatto negli ultimi giorni gli inquirenti stanno provando a raccogliere testimonianze che possano confermare la ricostruzione della ragazza. Inoltre sono stati anche esaminati i filmati di alcune telecamere presenti in zona. La ragazza, una peruviana, ha più volte sottolineato come di fatto le minacce ricevute con il coltello. Adesso è scattata la caccia all'uomo. La paura è che nella stessa zona possano ripetersi nuovamente violenze di questo genere.
  • Save the Children: Donne e bimbi stuprati e bruciati vivi in Birmania
    "Alcuni soldati hanno preso me e altre due ragazzine e ci hanno portato in una casa. Mi hanno colpito in faccia con un fucile, mi hanno preso a calci sul petto e mi hanno pestato braccia e gambe. Poi sono stata stuprata da tre soldati. Hanno abusato di me per circa due ore e in alcuni momenti sono svenuta", ha raccontato allo staff di Save the Children in Bangladesh, una ragazzina di 16 anni. I soldati le hanno spezzato una costola. "Mi faceva molto male e a stento riuscivo a respirare. Anche ora ho difficoltà respiratorie, ma non sono andata da un medico perché provo troppa vergogna", ha raccontato. La sua è una delle tante storie raccolte nel nuovo rapporto di Save the Children "Gli orrori che non dimenticherò mai". Donne e bambini bruciati vivi, stupri diffusi e una cisterna piena di corpi senza vita. Sono orrori inimmaginabili che emergono dalle testimonianze strazianti dei bambini Rohingya in fuga dal Myanmar (Birmania). A pochi giorni dalla riunione dei Ministri degli Esteri di Europa, Asia, Australia e Nuova Zelanda, che si terrà lunedì e martedì nella capitale del Myanmar Naypyidaw, l'organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare i bambini e garantire loro un futuro, chiede ai leader di agire immediatamente per fermare le violenze contro le comunità Rohingya. Il rapporto, che contiene le testimonianze di donne e bambini raccolte in Bangladesh, restituisce un'immagine inquietante della violenza sistematica, degli stupri e degli sgomberi forzati di cui sono stati vittime moltissimi dei 600.000 Rohingya, di cui almeno il 60% bambini, che si sono rifugiati in Bangladesh dal 25 agosto scorso.
  • De Martino su Cecilia: Mi dispiace per Francesco, ma la passione non si controlla
    Nell'ultima puntata del Maurizio Costanzo Show tra gli ospiti in studio c'erano anche Francesco Monte e Stefano De Martino, gli ex delle sorelle Rodriugez."Poverino, Stefano è stato l'apripista", commenta Maurizio Costanzo per introdurre il "tema Cecilia Rodriguez". Il riferimento del conduttore va - ovviamente - alla fine del matirmonio tra Stefano De Martino e Belen Rodriguez. E dopo una battuta e l'altra, Francesco entra nel vivo del "tema". Grazie al Gf Vip, Monte dice di aver scoperto "una verità che forse dentro di me dià sapevo". "Quello con Cecilia era un rapporto vero e consolidato - continua -. Avevamo dei progetti per il futuro. Se sto soffrendo? Certo, poi è stato fatto tutto davanti agli occhi di terzi".E proprio questo particolare, il fatto di aver chiuso una relazione e averne aperta un'altra davanti alle telecamere, ha infastidito il pubblico che di conseguenza si è schierato dalla parte di Francesco Monte. "Io infatti lo trovo di una sgradevolezza assoluta, per il costume", sottolinea anche Maurizio Costanzo. Ma proprio mentre si parla di mancanza di rispetto e di quello che avrebbe potuto fare Cecilia, interviene Stefano De Martino. "Io penso - precisa - che l'amore e la passione siano difficilmente controllabili. Io non sono mai riuscito a gestirle. Mi spiace per Francesco e già gliel'ho detto, il contesto è stato sbagliato, più che il modo. Non mi piace cavalcare i finti moralismi e attaccare persone facilmente attacabili. Sbagliato il modo e l'essere davanti alle telecamere. Per il resto non posso dire niente".
  • Michelle Hunziker torna a parlare della setta: Mi ricattavano con l'amore, ero una preda perfetta
    Michelle Hunziker continua a parlare, durante le presentazioni del suo nuovo libro "Una vita apparentemente perfetta", degli anni terribili trascorsi all'interno di una setta.Intervistata da Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto di Radio Capital, la Hunziker ha parlato di come è diventata prigioniera di questa setta che le ha quasi fatto perdere i suoi affetti e parte della sua vita. "Io avevo un papà che soffriva molto di alcolismo, avevo una famiglia di origine abbastanza complicata, erano anni difficili. Questa persona era venuta a casa nostra per fare una pranoterapia, soprattutto a me perché stavo perdendo i capelli. Avevo chiesto aiuto a medici e nessuno riusciva a risolverlo, e lei in due sedute con la sua abilità psicologica mi fece parlare di mio padre e mi fece ritrovare mio padre: sono stata con lui un anno, e poi è morto". Ma nel frattempo questa persona più che un riferimento è diventata una dipendenza: "Mi ricattavano con l'amore, perché all'inizio ti riempiono di affetto e poi te lo tolgono, e anche con Dio, visto che ero molto credente. Mi davano le risposte che volevo sentirmi dire, ero una preda perfetta. Cominciammo con terapie singole poi sempre più persone vennero reclutate, facevamo gli shabbath il venerdì sera per parlare dei nostri problemi e si facevano le 'canalizzazioni'. C'era un codice rigoroso: niente grassi, niente sesso, niente carne, niente latticini, bisognava essere estremamente profumati, oliati di olio di rosa... era un cammino di purezza, facevano leva su questo, e predicavano l'armonia, la luce, l'amore". Poi è arrivato il momento in cui la setta l'ha allontanata dagli affetti, il periodo delle punizioni: "Ti lasciano sola, sei in crisi di astinenza di affetto, quindi l'unica cosa che vuoi fare nella tua vita è tornare da loro. Nel libro racconto quello che è successo per filo e per segno, così spero di aiutare anche gli altri". Durante l'intervista Michelle Hunziker ha anche parlato del caso delle molestie sessuali da parte di produttori che nelle ultime settimane sta riempendo le pagine di giornale con denunce e accuse:"Le denunce delle molestie danno un segnale importante, forte, come se voltassimo una pagina: le donne finalmente fanno squadra, hanno deciso di venir fuori, e per me, da una parte, è sicuramente positivo; dall'altra, dico sempre che è importante dire che la donna che subisce un tentativo di molestie deve alzare i tacchi e andarsene, perché altrimenti diventa corresponsabile. I molestatori ci sono, ma la donna non deve mai cedere ad alcun ricatto, anche se la cosa che sta facendo a livello lavorativo è molto importante, anche se ha paura di perdere il lavoro: non esiste nessuna ragione al mondo per subire una molestia. È positivo perché queste attrici, queste donne di spettacolo, forse hanno dato coraggio anche alle donne nelle aziende, perché il fenomeno è diffuso a tutti i livelli". "Se ti sdrai sul divano del produttore puoi scrivere la parola "FINE" sotto la tua avventura: nel momento in cui cedi si sparge la voce che sei una di quelle che cede e non farai mai mai successo. Non bisogna cedere alle avances, mai. Neanche se ci si trova davanti al sogno della vita, perché non è così che si realizza. Se io ho subito ricatti? Hanno provato ovviamente in tutte le maniere a spogliarmi, a farmi dei ricatti di tutti i generi, ho subito avances, però io non ho mai ceduto: io volevo far ridere, volevo essere amata dalle donne e dai bambini, volevo essere un personaggio amato dalla famiglia, e avevo un'educazione di un certo tipo", ha continuato.Poi è anche arrivata la domanda sullo Ius soli: "Sono favorevolissima all'integrazione: vengo da un paese, la Svizzera, in cui abbiamo integrato gli italiani che arrivavano dal sud in una maniera esemplare e oggi sono una risorsa. Anche in Germania i turchi sono stati integrati e ormai sono più tedeschi dei tedeschi. È un cammino arduo, durissimo, ma se noi ci impegniamo tutti a integrarli come si deve può essere una legge importante."Negli ultimi giorni, infine, si pensa che Michelle Hunziker possa condurre il prossimo Festival di Sanremo insieme a Claudio Baglioni: "Se dovessero chiedermelo, ci sono. Ormai sono italiana, però vedo Sanremo con l'incanto degli occhi di una straniera: per me è ancora la festa più bella della musica italiana. Se c'è stato già qualche contatto? Non ve lo posso dire..."
  • Ventura ora rompe il silenzio: Non c'è soltanto una verità...
    Era rimasto in silenzio dopo il disastro azzurro con la Svezia. Un silenzio che ha lasciato sul campo una striscia di amarezza e delusione da parte dei tifosi per quel Ct che probabilmente non ha fatto il massimo per portare ai Mondiali di Russia 2018 la nostra Nazionale. Adesso Gian Piero Ventura rompe il silenzio. Dopo essere stato esonerato dalla guida tecnica degli azzurri ha deciso di raccontare come ha affrontato questi giorni difficili. "Sono state, e sono, giornate difficili - afferma Ventura - e di profondo dispiacere: provo una sensazione di incompiutezza dal momento in cui non ho raggiunto il traguardo dei Mondiali. Guidare la Nazionale mi ha trasmesso senso di appartenenza ed orgoglio mai provati prima perché non ci può essere niente di più grande. Ho lavorato con tutto me stesso, con serietà e professionalità: non sono riuscito là dove ero convinto di farcela alla guida di un gruppo di ragazzi che non smetterò mai di ringraziare". Poi all'Ansa ha parlato della sconfitta che l'Italia ha subito nel doppio confronto con gli svedesi: "Le sconfitte, soprattutto quelle più dolorose, non si possono spiegare con una sola verità". Rivolge anche un messaggio al suo successore che per il momento non è ancora stato scelto: "Sarò il primo tifoso: al mio successore auguro di riportare l'Italia dove merita". A questo punto spunta un pizzico d'orgoglio e Ventura rivendica il suo lavoro: "Ho lavorato anche per preparare i più giovani al grande salto che potevano, e possono, ancora fare in modo da arricchire tutto il nostro movimento. Nel calcio, le vittorie sono sempre il prodotto del merito di tanti. Allo stesso tempo le sconfitte, soprattutto quelle più dolorose, non si possono spiegare con una sola verità: nel momento dell'insuccesso bisogna dare risposte ad una lunga serie di interrogativi".
  • Roma, fanno sesso nel liceo e il video finisce in rete
    Due adolescenti fanno sesso nel liceo Virgilio di Roma, durante l'occupazione, uno studente li riprende col cellulare e il video fa il giro della rete. Il ragazzo - scrive il Corriere della Sera - ora rischia una denuncia per produzione e diffusione di materiale pedopornografico. E anche per violenza privata: è stato lui, utilizzando la piattaforma WhatsApp, a inviare a decine di contatti il video che aveva registrato poco prima all'interno dell'istituto.Non si sa ancora se i due giovani protagonisti del rapporto sessuale siano stati addirittura ricattati dall'autore del filmato, ma quel che è certo è che la notizia è arrivata ai genitori della coppia, che non l'hanno presa bene. E, proprio loro, sarebbero pronti a chiedere provvedimenti severi e immediati nei confronti del guardone e a sporgere una denuncia nei suoi confronti, che dia il via alle indagini.È successo di tutto nei giorni dell'occupazione dello storico Virgilio (ora fatto sgomberare): dalle bombe carta nel cortile della scuola alle lunghe notti in cui la struttura si è trasformata in una vera e propria discoteca, con tanto di biglietto d'ingresso (5 euro), buttafuori pagati e perfino ragazzi incaricati, non si sa a che titolo, di distribuire le chiavi di aule e bagni, per consentire di potersi appartare a chi ne avesse voglia. Maggiorenni e minorenni. E non mancavano gli spacciatori. I danni alla struttura sono ingenti.
  • Gf Vip, Luca si avvicina a Ivana: Sento il bisogno di una donna
    Questa edizione del Gf Vip si sta rivelando un vero e proprio cupido, dopo la nascita dell'amore tra Ignazio e Cecilia, anche tra Luca e Ivana c'è in ballo qualcosa.Nel corso di questa settimana, infatti, i due sono diventati sempre più complici. Tra un gioco e l'altro, un complimento e l'altro, Luca Onestini si è chiuso nel confessionale del Gf per parlare della bellissima modella: "Sto legando moltissimo con Ivana adesso. Fino a poco tempo fa non era così, la vedevo molto distaccata. Sto scoprendo sempre più cose su di lei".A fare da collante tra Luca Onestini e Ivana Mrazova è stata Giulia De Lellis, grande amica di entrambi. I tre hanno sempre trascorso parecchio tempo assieme, ma negli ultimi giorni Ivana e Luca si sono un pochino isolati. E qui hanno scoperto quella complicità che non pensavano di avere e Luca ha iniziato a guardare Ivana con occhi nuovi. "È una persona con la quale sto bene - aggiunge nel confessionale del GF Vip - e con cui mi piacerebbe andare avanti. Comincio a sentire il bisogno di una donna, è veramente tosta qua dentro. Lei rimane sempre molto bella. Vedremo".Ma se da una parte Luca è single e mostra tutto questo interessamento, dall'altra Ivana è fidanzata e non si lascia troppo andare al corteggiamento di Onestini. Il suo cuore, infatti, batte per l’imprenditore Alessandro Allevato, un uomo che non ha mai partecipato alle dirette del Gf, ma che continua ad aspettare Ivana con discrezione. La modella non ha mai nascosto di essere molto innamorata del suo compagno, nonostante abbia più volte ammesso che la loro storia è cominciata da poco.
  • Morto Totò Riina, il capo dei capi di Cosa Nostra
    Era soprannominato Totò “o curtu”, “la belva”, “il capo dei capi” ma per gli uomini di legge Totò Riina resterà sempre il mafioso più pericoloso di Cosa Nostra e la sua morte segna la fine di un’epoca.L'infanzia di Totò RiinaSalvatore Riina nasce a Corleone il 16 novembre 1930 e, a soli 13 anni la sua vita viene sconvolta dalla morte padre Giovanni e del fratello minore Francesco, mentre stavano cercando di estrarre la polvere da sparo da una bomba inesplosa per rivenderla insieme al metallo. È in questi anni che Totò conosce il boss Luciano Liggio, che lo affiliò nella cosca mafiosa locale, di cui faceva parte anche suo zio Giacomo. A 19 anni Riina viene condannato a 12 anni di carcere per l’uccisione di un suo coetaneo, Domenico Di Matteo, ma viene scarcerato nel 1956 e due anni dopo diventa uno dei sicari più spietati di Liggio nella guerra contro Michele Navarra. Riina, nel 1963, viene arrestato una seconda volta per cinque omicidi “consumati dal settembre 1958 al luglio 1962, in concorso con Bernardo Provenzano, Calogero Bagarella e altri ignoti”. Nel 1969, però, dopo aver minacciato di morte i giudici, viene assolto per insufficienza di prove per gli omicidi che gli erano stati attribuiti e riceve solo una condanna a un anno e sei mesi di reclusione (già scontati a titolo di custodia cautelare) per furto della patente esibita al momento dell’arresto. Tornato a Corleone, viene nuovamente arrestato e mandato al confino per quattro anni in San Giovanni in Persiceto (Bologna) ma, da quel momento, inizia una latitanza che durerà per ben 24 anni.L'ascesa dentro Cosa NostraRiina, in questi anni, punta a scalare i vertici di Cosa Nostra e diventa l’esecutore materiale di molti sequestri di persona e vari omicidi. Il 10 dicembre del ’69 uccide il boss Michele Cavataio nella cosiddetta “strage di Viale Lazio”, mentre nel ’71 è la volta del procuratore Pietro Scaglione. Nel 1974 Riina, dopo l'arresto di Liggio, assume il ruolo di reggente della cosca di Corleone e quattro anni più tardi fa espellere dalla “Commissione” Tano Badalamenti, accusato di aver fatto uccidere Francesco Madonia, legato ai Corleonesi. Il suo potere cresce grazie all’influenza che riesce ad esercitare su Michele Greco, nuovo capo della “Commissione” e ai legami con i politici democristiani di Palermo, Salvo Lima e Vito Ciancimino. A contrastare politicamente quest’ultimo erano Piersanti Mattarella, presidente diccì della Regione, e Pio La Torre, segretario regionale del Pci, che vengono uccisi rispettivamente il 6 gennaio 1980 e il 30 aprile 1982. Sempre Riina è il mandante dell’uccisione dell’allora prefetto di Palermo, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, di sua moglie e della sua scorta. Sono questi gli anni della “seconda guerra di mafia” che vedono l’assassinio di Stefano Bontate e di oltre 200 mafiosi della fazione Bontate-Inzerillo-Badalamenti. Il massacro finisce nel 1982 quando Riina si insedia a capo della nuova "Commissione", composta soltanto dai suoi fedelissimi. “Mai c’era stato tutto quel sangue, mai c’era stata quella ferocia. La regola prima era un’altra: uccidere solo quando era necessario, quando era utile”, dirà Tommaso Buscetta.La stagione delle stragiIl 29 luglio 1983 Riina ordina l’uccisione del giudice Rocco Chinnici, uno degli ideatori del “pool antimafia” ma, nel 1984, l’estradizione di Tommaso Buscetta e la sua decisione di collaborare dà una svolta nella lotta alla mafia. “Non sono un infame, non sono un pentito, non ho tradito Cosa Nostra. È Cosa Nostra che ha tradito se stessa”, dirà Buscetta davanti a Giovanni Falcone. Il 30 gennaio 1992 la Cassazione sancisce l'attendibilità delle dichiarazioni rese da Buscetta e conferma gli ergastoli del Maxiprocesso. Da quel momento fioccano le condanne all’ergastolo per gli innumerevoli omicidi commessi o commissionati. Questo segna l’inizio della stagione delle stragi di mafia che portano all’uccisione del politico Salvo Lima e dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.La cattura di RiinaII 15 gennaio del 1993 Riina viene finalmente catturato dal Capitano Ultimo dei Ros e dal colonnello Mario Mori davanti alla sua villa dove aveva trascorso alcuni anni della sua latitanza, insieme alla moglie Antonietta Bagarella e ai suoi figli. Alcuni anni dopo la sua cattura dirà:“Io latitante? Per più di vent’anni nessuno mi ha cercato, io prendevo l’autobus, il treno, l’aereo, ho lavorato, ho viaggiato...”. A far discutere, però, è soprattutto la sua deposizione al processo di Palermo del 4 marzo 93, trasmessa dalla Rai, dove Riina dichiarò di essere soltanto un piccolo agricoltore ma questo non lo sottrae dal carcere duro del 41-bis. Il 24 maggio ’94, mentre si trova in Aula per uno dei suoi tanti processi, rilascia a un giornalista delle dichiarazioni minacciose contro il procuratore Giancarlo Caselli e si lamenta per le condizioni imposte dal carcere duro.Gli ultimi anni di vitaDal dicembre 1995, Riina è stato rinchiuso nel supercarcere dell'Asinara, in Sardegna, poi trasferito al carcere di Marino del Tronto, ad Ascoli Piceno, dove, per circa tre anni, è stato sottoposto al carcere duro che, poi, gli viene prolungato. Nel 2003 subisce un intervento chirurgico per problemi cardiaci e nel maggio dello stesso anno viene ricoverato nell'ospedale di Ascoli Piceno per un infarto. Tre anni dopo si trova nel carcere milanese di Opera quando viene nuovamente ricoverato per problemi cardiaci. Nel 2017 gli avvocati di Riina chiedono i domiciliari al Tribunale di sorveglianza di Bologna ma il 19 luglio questa istanza viene negata dal momento che Riina "non potrebbe ricevere cure e assistenza migliori in altro reparto ospedaliero, ossia nel luogo in cui ha chiesto di fruire della detenzione domiciliare”. Il 17 ottobre arriva la notizia della sospensione del processo che lo vede imputato a Milano per le minacce al direttore del carcere di Opera in quanto Riina avrebbe subìto un nuovo intervento al cuore.
  • Gf Vip, Cecilia torna a parlare di Francesco: Io faccio la modella, non la z...
    Dopo aver dichiarato il suo amore per Ignazio, Cecilia torna a parlare con gli altri vip del Gf della fine della sua relazione con Francesco Monte.In un momento di confidenze con Aida Yespica e Ivana Mrazova, Cecilia Rodriguez ha ribadito di aver avuto validi motivi per lasciare il suo ex. Nonostante l'argentina definisca Francesco "una persona stupenda che mi ha salvato la vita", confessa che lui aveva nei suoi confronti una gelosia che era sfociata in possessione."Sicuramente - dice la Rodriguez agli altri vip del Gf - Francesco Monte mi ha salvato la vita, sono rinata. In quei momenti ero fuori di testa e piangevo tutti i giorni. Però se penso ai miei 27 anni, questo è il momento in cui sto meglio. Per questa esperienza perché la mia maturazione mi ha portato a questo punto. Sto bene, sono felice. Nel momento in cui nella mia vita è entrata una persona nuova, per me quella magia che c'era prima tra me e Francesco non ci può più essere. Non è una cosa pura".Poi Cecilia entra nei dettagli e parla di quella gelosia che non riusciva più a sopportare: "Ci sono delle cose che non mi hanno fatto essere me stessa e di questo mi dispiace. Per esempio, al lavoro non potevo cambiarmi davanti alla gente. Ma io faccio questo lavoro, non è che faccio la zoccola. Se mi tolgo la maglietta davanti alle persone non vuol dire che non ho rispetto del mio corpo. So che è un cagata, ma mi faceva andare fuori di testa. La gelosia va bene ma fino a un certo punto, se non mi manchi di rispetto per me puoi fare ciò che vuoi. Anche io sono gelosa, ma quella non è gelosia, è possessione. La mia vita girava intorno alla sua. Se mi diceva di lasciare Milano e andare a Taranto andavo, ero diventata parte della sua vita. Stare qui dentro mi ha fatto riflettere tanto su quello che non voglio perché non voglio essere questo. Voglio sentirmi libera di fare quello che voglio".E dopo essersi sfogate con le altre concorrenti del Gf Vip, Cecilia Rodriguez ha tracciato la linea della sua vita. Ancora una volta ha parlato di Francesco, di come le abbia dato tanto, ma allo stesso tempo di come l'abbia privata "del mio essere solare, libera". "Lui non sapeva gestire questa ragazza solare - dice -. Non c'era più quella ragazza. Non mi andava nemmeno più di uscire. Mi ha modificato la vita, ero bloccata, non ero io. Evitavo tante situazioni, tanti lavori. Non dico che non sia amore quello che avevo fuori, ma non era quello che volevo io, quello che mi serve". E nel suo disegno non poteva mancare Ignazio Moser che "per adesso mi accetta per quella che sono, pregi e difetti, questo è il momento di massima felicità nella mia vita".
  • La Raggi fa cassa con le strisce blu: via i parcheggi gratuiti e aumenti fino a tre euro l'ora
    Ci aveva provato, senza riuscirci, l’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino. Ora è Virginia Raggi a proporre un nuovo piano per la mobilità che preveda l’aumento delle strisce blu nella Capitale, assieme ad una revisione, ovviamente al rialzo, delle tariffe. In questo senso la giunta pentastellata non si distanzia molto dalla precedente Dem. La nuova delibera sui parcheggi a pagamento, che secondo il Corriere della Sera sarà approvata e resa operativa entro la primavera del 2018, prevede, infatti, l’eliminazione dei parcheggi gratuiti, l’aumento delle tariffe orarie e l’abolizione dei mini-abbonamenti da 4 euro per la sosta di 8 ore. Un piano che non si differenzia molto dalla delibera approvata dalla precedente amministrazione Pd, poi annullata da una sentenza del Tar del marzo 2015.Anche l’obiettivo è lo stesso di allora: scoraggiare i cittadini ad usare le auto private. Ma con la municipalizzata dei trasporti sull’orlo del fallimento, in molti hanno subito messo in dubbio la vocazione ambientalista dei grillini accusando la giunta di voler “fare cassa” alle spalle dei romani. Quella del Campidoglio, in effetti, rappresenterebbe una vera e propria stangata per gli automobilisti. Stando al piano di Palazzo Senatorio le tariffe, che attualmente sono di un euro l’ora, potrebbero aumentare fino a tre euro in alcune zone della città. I consumatori potrebbero, inoltre, dover dire addio alla tariffa agevolata di quattro euro per otto ore e all’abbonamento mensile da 70 euro, mentre le strisce bianche, che nella Capitale rappresentano attualmente il 20% dei parcheggi su strada, potrebbero essere verniciate di azzurro e trasformarsi da parcheggi gratuiti in posti a pagamento. Le strisce blu diventerebbero così 76mila e sostare gratuitamente diventerà impossibile.Ma la strada del provvedimento appare già tutta in salita. Le opposizioni insorgono, da Forza Italia al Pd, con Barbara Saltamartini, vice capogruppo della Lega alla Camera, che minaccia di voler letteralmente cancellare le nuove strisce blu e il vicepresidente commissione Mobilità del Lazio, Adriano Palozzi, di Forza Italia, che ha bollato come un "modo inaccettabile di far cassa” che “penalizza oltremodo i cittadini” il piano anticipato dal presidente della commissione Mobilità, Enrico Stefàno. "Quando c'è da mettere le mani nelle tasche dei romani i 5 Stelle sono sempre i primi, ma in materia di trasporto pubblico in 17 mesi hanno fatto solo danni”, accusa Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio, mentre il compagno di partito Andrea De Priamo definisce “folle” il piano dei grillini e attacca: “l'unico modo per diminuire il traffico privato è investire seriamente sul trasporto pubblico, il cui livello in questi mesi è stato addirittura peggiorato”.“Come possa la giunta M5S superare i rilievi del Tar ampliando la sosta tariffata su tutto il territorio romano è veramente incomprensibile”, afferma la consigliera capitolina del Pd, Ilaria Piccolo, riferendosi alla bocciatura dell’analoga proposta approvata dalla giunta Marino. “Colpire addirittura i parcheggi degli ospedali dove le persone vi si recano per esigenze di salute è da avvoltoi, da succhiatori di sangue”, accusa la rappresentante dei democratici. Intanto il Codacons si prepara a ricorrere nuovamente ai giudici amministrativi. "Nessuna modifica alla regolamentazione delle strisce blu nella capitale potrà essere adottata senza la partecipazione degli utenti", ha fatto sapere l’associazione dei consumatori tramite una nota. "In nessun caso sarà possibile eliminare i parcheggi gratuiti perché ciò contrasterebbe con le norme del Codice della Strada, e anche eventuali incrementi tariffari dovranno essere decisi quartiere per quartiere, attraverso una dettagliata istruttoria che individui le zone con particolari criticità sul fronte del traffico e della viabilità", avverte il presidente dell'associazione, Carlo Rienzi, mettendo in guardia la sindaca sul fatto che "qualsiasi delibera che non terrà conto di ciò e che non prevederà la presenza del Codacons alla sua redazione sarà impugnata al Tar del Lazio”.
  • Berlusconi promuove Ancelotti: Il ct ideale per l'Italia
    L'Italia del calcio sta passando un brutto momento dal punto di vista sportivo. La mancata qualificazione ai Mondiali del 2018 in Russia avrà delle ripercussioni dal punto di vista finanziario e non solo e ora la parola d'ordine è "ricostruire". La Figc ha sollevato dall'incarico Giampiero Ventura ma non ha ancora scelto il suo successore anche se il nome forte in Federazione è quello di Carlo Ancelotti, esonerato a fine settembre dal Bayern Monaco, e libero sul mercato. Con lui, la Figc avrebbe l'idea di portare in nazionale anche Paolo Maldini, icona e bandiera del Milan.Ancelotti e Maldini hanno fatto le fortune del Milan, con Silvio Berlusconi, proprietario del club rossonero per 31 anni, che ai microfoni di Porta a Porta ha parlato della mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali, benedicendo il possibile arrivo di Ancelotti: "È un momento nel quale il calcio italiano non sta bene. Credo sia stata una cosa per noi non solo dolorosa, ma anche grave per il nostro Paese. Il fatto che l'Italia non sia in Russia è molto disdicevole e spiacevole. Ora bisogna ripartire con grande volontà, non trascurando nulla e trovando un allenatore con esperienza internazionale. Ventura? Credo che come minimo doveva lasciare ed è stato esonerato. Tavecchio è stato eletto democraticamente e devo dire che ha operato bene in molti settori, lasciamo decidere a lui cosa vuole fare. Se dovesse essere Ancelotti il nuovo c.t., per come lo conosco potrebbe essere l'allenatore giusto"
  • Un tavolo per le paritarie Solo così Stato risparmia e garantisce diritti a tutti
    La scuola italiana dalle materne alle superiori è frequentata in Italia da otto milioni 826mila 893 studenti, 1 milione 109.585 dei quali frequentano scuole non statali, cioè non gestite dallo Stato, ma che dallo Stato sono controllate e riconosciute come luoghi di istruzione in base alla legge 62 del 2000.Per garantire l'istruzione a tutti lo Stato ha stanziato nell'anno scolastico 2015-2016 49 miliardi e 418 milioni di euro per la scuola statale e 499 milioni per quella paritaria. Proprio per quest'ultima, però, sono via via diminuiti gli stanziamenti: sono passati da 530 milioni nell'anno scolastico 2006-2007 a 499 milioni nell'anno scolastico 2015-2016. Significa che ogni studente delle scuole statali riceve in finanziamenti, solo dallo Stato centrale, 6403,52 euro solo di spese correnti. La cifra aumenta di molto considerati i finanziamenti degli enti locali. Nella Francia laica e secolarizzata secondo i dati OCSE del 2014 la differenza tra la spesa per uno studente delle scuole paritarie è uno che frequenta le scuole statali è di soli 3.824 euro, mentre in Italia 6.769 (a vantaggio delle scuole statali).Gli scarsi finanziamenti hanno provocato nel corso degli anni un calo delle iscrizioni alle scuole paritarie, che sono passate dall’11,85%per cento l'anno scolastico 2010-2011 al 10,64 per cento dell'anno 2015-2016. C'è un dato però che testimonia la fiducia che molte famiglie ripongono nelle scuole non statali: la crescita degli studenti con bisogni particolari, come stranieri e disabili. I ragazzi disabili iscritti sono passati dagli 11.547 dell'anno scolastico 2010-2011 ai 12.211 dell'anno scolastico 2014-2015, mentre gli stranieri sono passati da 45.069 a 60.017.Come abbiamo visto il 93,8 per cento degli alunni delle scuole primarie di secondo grado frequentano scuole statali. Garantiscono qualità? No, dal momento che l’Italia è agli ultimi posti nella gran parte dei punteggi delle edizioni 2015 dei test OCSE che servono per verificare le competenze degli studenti nelle competenze scientifiche. Siamo quart'ultimi nella capacità di lettura, stiamo quintultimi in matematica. Stiamo davanti solo alla Spagna tra i grandi Paesi europei. Nella laicissima Francia lo Stato paga gli insegnanti delle scuole paritarie e le rate sono bassissime: il 32 per cento degli studenti frequenza scuole paritarie e nei test OCSE la Francia ci batte abbondantemente.La soluzione? Un modo per sostenere economicamente l'educazione di tutti i ragazzi - anche di quelli che non frequentano la scuola statale e allo stesso tempo far risparmiare risorse allo Stato c'è e sta nell’applicazione del costo standard di sostenibilità per allievo, applicabile ugualmente a tutte le scuole pubbliche, paritarie e statali: immaginando che in ogni classe ci siano 25 studenti si ottengono questi risultati: ad esempio nella scuola materna ogni alunno costerebbe 4570 3,91 euro, se in quella stessa classe ci fosse un alunno disabile la cifra salirebbe a 5.360 9,58 euro, ad esempio. Applicando questi costi standard a ogni alunno di ogni scuola costerebbe 5 mila 441 euro per un costo statale di 47,1 miliardi I(cioè ben 2,8 miliardi in meno di oggi). È possibile perciò far risparmiare soldi allo Stato e garantire il diritto fondamentale all'istruzione senza discriminazioni economiche, restituendo alla famiglia la responsabilità educativa in una piena libertà di scelta ed è possibile grazie a un pluralismo educativo in cui lo Stato garantisce pari risorse a tutte le scuole, con l'obiettivo di innalzare la qualità dell'istruzione italiana, portandola allo stesso livello degli altri Paesi europei.[[youtube FzKSxiP9Obk&t=5s]]Prendendo ad esempio Paesi con grande tradizione in materia di Stato sociale, come quelli nordici, il sistema scolastico finlandese vede una stragrande maggioranza di istituti paritari (se non quasi la totalità) finanziati dallo Stato, a tutela delle esigenze educative del singolo bambino.Se abbiamo applicato, per quanto in modo imperfetto, il sistema del costo standard per persona alla sanità, perché non possiamo provarci con la scuola? Una via d’uscita possibile viene dalla ridiscussione del rapporto fra Stato ed Enti locali avviato dai due referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto.Partendo dal caso lombardo, ora che si è aperto il capitolo della trattativa col Governo in merito ad una maggiore autonomia amministrativa e finanziaria, uno dei temi è proprio l’introduzione del criterio del costo standard nel sistema scolastico. Se la Lombardia può essere considerata capofila in questo fra le Regioni, il principale obiettivo si traduce in più sussidiarietà per consentire una ulteriore personalizzazione dei percorsi, una maggiore libertà di scelta delle famiglie, oltre all’adozione di costi standard. Come illustrato dall’Assessore regionale Valentina Aprea a Tuttoscuola, “Regione Lombardia intende richiedere trasferimenti di funzioni e di risorse in materia di istruzione e formazione professionale per estendere il modello lombardo del sistema dotale (Buono Scuola, Dote Scuola, Dote Merito, Dote Formazione, Dote Disabili e Dote Apprendistato) a tutta l’istruzione statale e paritaria, introducendo il principio dei “costi standard di sostenibilità” come parametro per il finanziamento. Non si tratta di inventare nulla, ma di guardare alle buone esperienze italiane e internazionali come, ad esempio, a quella del settore sanitario dove, da anni, le strutture sanitarie pubbliche e private (sia profit che non profit) competono tra loro “ad armi pari”, ricevendo i finanziamenti pubblici sotto forma di un rimborso uguale per tutti sulla base della singola prestazione erogata”. La novità è che l’autonomia toccherebbe anche la materia del reclutamento del personale, poiché - ferma restando l’abilitazione nazionale - potrebbe essere costituito un Albo Regionale dei docenti per realizzare la reale autonomia scolastica e sostenere lo sviluppo professionale dei docenti, così come già avviene ad esempio nella Provincia Autonoma di Trento.In poche parole, è un criterio di razionalizzazione che tenga conto delle esigenze di ciascun istituto scolastico in rapporto alle persone e al territorio l’unica strada per una riforma del sistema scolastico compiuta e di successo, a vantaggio in primis di bambini e studenti, ma anche degli insegnanti.
  • Confermata la condanna a quattro mesi per Augusto Minzolini
    È arrivata dalla Terza corte d'appello di Roma la conferma della pena decisa in primo grado per Augusto Minzolini, l'ex direttore del Tg1 condannato per abuso d'ufficio a quattro mesi di reclusione.La prima sentenza era arrivata nel dicembre del 2015, quando il tribunale di primo grado aveva stabilito la sua colpevolezza per avere rimosso nel 2010 la giornalista Tiziana Ferrario, allontanandola dal telegiornale delle 20 della prima rete, dopo 28 anni di conduzione.L'accusa sostenne in quell'occasione che da parte sua ci fu una vendetta personale, dovuta alle critiche la collega Ferrario gli aveva mosso in merito a quella che riteneva essere una sua parzialità sulle notizie diffuse al termine del processo Mills."È allucinante. Una decisione assurda", ha commentato oggi Minzolini, dopo la sentenza di secondo grado. Franco Coppi e Fabrizio Siggia, che difendono l'ex direttore del Tg1, hanno già annunciato che ricorreranno in Cassazione contro la decisione dell'Appello.
  • Livorno, trovata una Smart imbottita di esplosivo
    Paura terrorismo a Livorno dove ieri pomeriggio è stata trovata non lontano dal porto Mediceo una Smart carica di esplosivo, con detonatori, riceventi e un telecomando. Alla guida c'era un livornese, che è stato arrestato.Come racconta il Tirreno, la scoperta è stata fatta dagli uomini della Guardia di Finanza che stavano effettuando controlli antidroga e che si sono imbattuti nell'auto, imbottita con 4 cariche esplosive artigianali del peso complessivo di oltre un chilo e centogrammi. Le cariche erano collegate, tramite miccia pirotecnica, ad accenditori di sicurezza. Gli ordigni erano poi connesso a riceventi elettroniche che potevano essere comandate a distanza col telecomando.Gli artificieri hanno poi messo in sicurezza l'esplosivo, mentre il conducente della Smart - che non ha spiegato perché trasportava gli ordigni - è stato arrestato in flagranza di reato e portato ai domiciliari. Si tratta di un 65enne, attualmente disoccupato, separato, con una figlia, che in passato sarebbe stato denunciato per il porto abusivo di un'arma. "Pur non emergendo allo stato profili di evidente connessione" tra l'uomo e gruppi criminali organizzati, sono in corso le indagini da parte della Procura finalizzate a chiarire "i possibili scopi" per i quali "l'arrestato disponesse del materiale esplodente (in ordine al quale sono in corso perizie) nonché identificare i relativi canali di approvvigionamento".
  • Ha calunniato De Gennaro: Ciancimino condannato a sei anni di reclusione
    Il Tribunale monocratico di Caltanissetta, presieduto da Valentina Balbo, ha condannato a sei anni di carcere Massimo Ciancimino, accusato di calunnia aggravata nei confronti dell'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro e dell'ex Sisde Lorenzo Narracci. La Procura nissena, al termine della requisitoria, a inizio ottobre, aveva chiesto la condanna a 5 anni e nove mesi di reclusione. Prescritti, invece, i reati di rivelazioni di segreto istruttorio. Secondo la Procura di Caltanissetta, Ciancimino avrebbe accusato ingiustamente Gianni De Gennaro, rappresentato dagli avvocati Franco Coppi e Francesco Bertorotta, sostenendo che l'ex capo della Polizia avesse veicolato informazioni riservate a Vito Ciancimino tramite il conte Romolo Vaselli, imprenditore edile, considerato un prestanome dell'ex sindaco mafioso di Palermo.Non solo, De Gennaro sarebbe stato calunniato soprattutto con la confidenza, fatta a un funzionario della Dia nissena, con cui Ciancimino junior indicò l'ex capo della polizia e del Cesis come il "signor Franco-Carlo". Si tratta del misterioso personaggio al confine tra mafia e Servizi, più volte evocato dal teste come protagonista della storia d'Italia dagli anni '60 in poi, ma mai individuato. Un'altra accusa riguarda il coinvolgimento di De Gennaro nella vicenda del passaporto che Massimo Ciancimino aveva chiesto nel 2004 per il figlio appena nato. Secondo Ciancimino, che non era presente al momento della lettura della sentenza, De Gennaro avrebbe agevolato il rilascio del documento per il bambino. Oggi la condanna superiore alla richiesta della procura.Il giudice monocratico ha dichiarato Massimo Ciancimino anche interdetto dai pubblici uffici per la durata di cinque anni e lo ha dichiarato in stato di interdizione per sei anni. Condannato anche al risarcimento dei danni "patiti da tutte le parti civili costituite da liquidarsi davanti al giudice civile e lo condanna, inoltre, a rifondere le spese processuali sostenute dalle parti civili". In particolare, Ciancimino dovrà liquidare a Lorenzo Narracci la somma di 4 mila euro e a Gianni De Gennaro la somma di 6 mila euro. Infine, dovrà risarcire con la somma di 4.800 euro la Presidenza del Consiglio e il Ministero della giustizia. Inoltre, lo stesso giudice ha condannato Ciancimino a pagare a Gianni de Gennaro una provvisionale di 100 mila euro oltre "agli interessi compensativi", mentre a Lorenzo Narracci andranno versati 80 mila euro.
  • I giovani si schierano con Brizzi: Provarci così non è molestia
    Le ultime denunce sugli abusi sessuali nel mondo dello spettacolo non hanno impressionato tutti. Anzi. Molti studenti universitari non sembrano affatto d'accordo sul fatto che, in alcune situazioni, si sia trattato di molestie sessuali. L'ultimo a finire al patibolo è stato il regista italiano Fausto Brizzi. Contro di lui si è scagliata - oltre ad altre nove ragazze - l'ex tronista di Uomini e Donne, Clarissa Marchese. La ragazza ha raccontato a diverse testate giornalistiche la sua esperienza a casa del regista, dove il 49enne, al termine di una lunga lezione frontale, l'avrebbe invitata a spogliarsi. Clarissa afferma inoltre di essere tornata a casa del regista una seconda volta, nonostante le avance della prima lezione.Siamo andati davanti ad alcune università milanesi per chiedere agli studenti cosa pensano delle denunce "tardive" delle modelle e per capire qual è secondo loro il limite tra avance e molestie (guarda il video). Sono diverse le ragazze a non schierarsi dalla parte dell'ex tronista. "Io a casa di un regista a fare un provino non ci andrei mai", racconta una studentessa. E ancora: "Secondo me, andare a fare un provino a casa di un uomo... già da lì sai cosa ti aspetta. Poi se ci vai vuol dire che accetti di correre il rischio." Secondo un'altra, invece, "per il lavoro serve un luogo adatto".[[video 1464386]]Ancor più radicali gli uomini. "Ciò che ha trattato le Iene non sono abusi", racconta uno studente. "A livello penale Brizzi non ha commesso nessun reato. Non ha messo le mani addosso o obbligato una donna a fare qualcosa...", dice un altro.Gli studenti intervistati da IlGiornale.it concordano: non si è trattato di molestie sessuali, visto che le attrici o le modelle coinvolte "avevano la possibilità di rifiutare e semplicemente andarsene" di fronte alle avance del regista. "Se accetti di andare a casa sua, vuol dire che accetti di mettere Brizzi perlomeno nella condizione di provare a fare ciò che ha fatto", afferma un altro ragazzo. "Chiedere di spogliarsi? Una volta che accetti di rimanere con me sola a casa mia è una domanda lecita".Intanto, anche la moglie del regista romano, Claudia Zanella, ha difeso il marito dalle "molte voci che girano": "Mio marito ha ribadito, più volte, di non aver mai avuto rapporti non consenzienti". Come si legge in una sua lettera pubblica da Repubblica, "queste accuse formulate in tv, nei salotti televisivi di trasmissioni di gossip, senza nessuna garanzia, possono distruggere la carriera di un uomo, il suo matrimonio e la sua esistenza". E gli studenti concordano.
  • Condannate belve che massacrarono un uomo in metro a Roma
    Diciassette anni e nove mesi di carcere per Antonio Senneca e 14 per Luigi e Gennaro Riccitiello. Sono arrivati le condanne per il trio che l 18 settembre 2016 massacrò un passeggero della metropolitana di Roma.Nel pestaggio Maurizio Di Francescantonio rischiò la vita, per essersi lamentato insieme alla madre, che era con lui, del fatto che i ragazzi avessero iniziato a fumare nel vagone. Maurizio finì in ospedale con un trauma cranico e diverse fratture, mentre la donna accusò lievi lesioni.L'aggressione si consumò su un vagone diretto alla stazione Termini, dove i tre avrebbero poi preso un treno per la Campania. Qui presero a calci e pugni in testa DI Francescantonio, riducendolo in coma, all'altezza di piazza Bologna.L'aggressione si consumò tra l'indifferenza degli altri passeggeri, mentre l'anziana madre del 37enne di Tivoli cercava di difenderlo dalle botte che gli arrivano da ogni lato. Fu un video delle telecamere di videosorveglianza a permettere agli agenti di Roma di arresti in pochi giorni i tre che pestarono Di Francescantonio, bloccati in piazza Bologna pochi minuti. Agli inquirenti raccontarono di avere agito sotto l'effetto delle droghe.
  • Il sorriso di Vanessa: È la mia terapia per affrontare la vita
    A chi le chiede se sia ormai diventata la regina della fiction di Raiuno dispensa sorrisi e ringraziamenti: «Mi riempie il cuore sapere che il pubblico mi vuole bene ma allo stesso tempo mi fa sentire molto responsabile. Per fortuna vado a dormire la notte contenta». Parola di Vanessa Incontrada, 39 anni il prossimo venerdì, che vedremo da lunedì per sei prime serate dell'ammiraglia Rai con la serie Scomparsa diretta da Fabrizio Costa e realizzata da Endemol Shine Italy per Rai Fiction. Ambientata nella marchigiana San Benedetto del Tronto, Scomparsa racconta di una madre, la psichiatra Nora Telese, che una notte non vede tornare a casa dopo la discoteca la figlia, scomparsa, appunto, con un'amica. Le successive indagini faranno naturalmente capire che sotto la tranquilla vita di provincia i tanti personaggi della fiction (con un cast di attori di primo livello tra cui Giuseppe Zeno nei panni del poliziotto ed Eleonora Gaggero nel ruolo della figlia Camilla) hanno qualcosa da nascondere. Vanessa interpreta il personaggio di Nora, la mamma, una esperienza difficile da vivere sul set, perché ci si immedesima. «Ci sono state delle scene di grande difficoltà - conviene infatti l'attrice - per giorni ho fatto fatica, ero molto provata. In alcuni momenti chiudevo gli occhi e mi chiedevo: "Se fosse stato mio figlio, che cosa avrei provato?». La Incontrada ha un bambino di nove anni ed è facile chiedersi, quando si vive sul set la storia raccontata dalla serie, domande come Sarò in grado di stargli vicino e di comprendere le sue paure?. E lei si è data delle risposte. «Scomparsa tocca argomenti molto attuali. Nora ha un rapporto normale con la figlia ma scoprirà che ci sono delle lacune, forse doveva affrontare in un'altra maniera la vita con lei. Perché è sempre così, le questioni vanno affrontate di petto altrimenti poi scoppiano». Come è scoppiato il caos a Barcellona dopo la dichiarazione di indipendenza che ha molto preoccupato Vanessa, nata nella città catalana. «Sono molto triste. A prescindere dal fatto che sono contro l'indipendenza, penso che sia gli indipendentisti che il governo spagnolo si siano comportati malissimo». Lei è cresciuta a Barcellona e ricorda che la mamma, quando era adolescente, le proibiva di andare in discoteca. Ma a Barcellona c'erano quelle aperte anche di pomeriggio. Così lei le diceva che andava in biblioteca, riempiva lo zaino di vestiti, usciva e si cambiava. Una volta tornando si dimenticò di ricambiarsi. «Oggi con mamma ne ridiamo, ma allora...»Vanessa è una donna solare, ma anche fragile e complicata e, difende duramente la sua privacy, nonché la sua libertà di essere come vuole senza sottostare al pensiero comune e alle mode. Sulle t-shirt che ha disegnato per una casa di moda ha stampato una frase: «Prima sorridi e poi tutto il resto»...«Sorridere mi aiuta e mi dà molta forza, è una terapia. Cerco di vivere tutto quello che mi succede sorridendo, spesso dentro di me». Anche perché fa un lavoro molto bello. «Mi piace tutto del mio lavoro. Non mi piace il fatto che non riesco a organizzare bene la mia vita in famiglia».Però, forse, di cose brutte, come sta emergendo in questi giorni, ne ha viste anche lei nel mondo del cinema e della tv. «Io credo che nel momento in cui una donna dice no, è no. Penso anche al film Sotto accusa con Jodie Foster, ci possono essere mille sfumature ma se non c'è il consenso... Però oggi ho deciso di stare in silenzio e di ascoltare». Intanto pensa al futuro, dopo tanto teatro, cinema, tv e libri. «Mi piacerebbe tornare alle origini. A quel cinema d'autore con cui mi sono formata per cercare qualcosa un po' più di nicchia».
  • Il centrodestra si mobilita contro la cittadinanza facile
    Lo ius soli è un provvedimento «divisivo» per il Paese, ma per Matteo Renzi al contrario deve fare da «collante politico», da «vinavil», come dice Renato Brunetta, per ricostruire un'alleanza di sinistra.Il centrodestra si mette di traverso, annuncia la mobilitazione per un referendum abrogativo della legge sulla cittadinanza, che governo e Pd vogliono far approvare dal parlamento. Per il capogruppo alla Camera i numeri non ci sono e se il provvedimento passasse, grazie alla fiducia, Fi e gli alleati s'impegneranno subito a raccogliere le firme per una consultazione popolare. «Da Renzi - scrive su Facebook Brunetta - un cinismo politico spudorato e indecente. È ormai disperato e prova, in modo inaccettabile, ad usare un provvedimento delicatissimo e divisivo come lo ius soli, come collante dell'area politica di sinistra. Ma in materia di cittadinanza l'Italia è uno dei Paesi più generosi al mondo. Le acquisizioni di cittadinanza italiana sono passate da meno di 50 mila nel 2011, quando rappresentavano l'1,7% dei cittadini non comunitari residenti, a quasi 185 mila nel 2016, il 5,3% dell'attuale popolazione non comunitaria residente. Tra il 2012 e il 2016 sono oltre 541 mila i cittadini non comunitari divenuti italiani».L'accusa al segretario dem è quella di usare strumentalmente la legge per «fare qualcosa di sinistra», come invocava Nanni Moretti ai tempi di D'Alema, e recuperare i voti di Mdp, Si e Verdi. Per il senatore azzurro Maurizio Gasparri, «lo psicodramma interno al Pd non si può risolvere nelle aule parlamentari e ai danni del Paese. Lo ius soli sarebbe un fattore di attrazione ulteriore mentre l'Italia è già esposta a continui sbarchi». Il capogruppo azzurro a Palazzo Madama Paolo Romani chiarisce: «Non faremo mai passare lo ius soli al Senato».La Lega ha annunciato non solo una battaglia parlamentare, ma anche un'insurrezione in tutte le piazze d'Italia. Gian Marco Centinaio, presidente dei senatori del Carroccio, minaccia: «Non si azzardino. Se riusciranno a porre la fiducia e se mai avessero la maggioranza noi pubblicheremo tutti i nomi, uno a uno, dei senatori che voteranno Sì a questa porcheria». Toni non meno accesi dal responsabile Sicurezza e Immigrazione della Lega, Tony Iwobi, che dà dei «pazzi irresponsabili» a Renzi e al premier Paolo Gentiloni. «Il Pd - dice - è un partito eversivo e anti-italiano che deve scomparire dalla faccia delle terra. Chiunque voterà Pd o sinistra alle prossime elezioni commetterà di fatto un crimine contro il popolo italiano. La legge sulla cittadinanza è giusta così com'è e, semmai, se servono modifiche, vanno fatte in senso restrittivo».Anche Fdi accusa i dem di cercare solo nuovi voti e di rispondere ad emergenze del Paese, come quella della povertà, spendendo più soldi per l'accoglienza degli immigrati e con lo ius soli.È da settembre che il centrodestra annuncia il referendum in caso di varo della legge e la mobilitazione è sul territorio: mercoledì nel Trentino Alto Adige appena visitato da Renzi il Pd è stato sconfitto da una mozione del centrodestra con la Svp, che impegna la giunta regionale a manifestare a governo e parlamento il no della regione al ddl sullo ius soli. I dem, che hanno appena trovato l'intesa sul Rosatellum con il partito sudtirolese (da sempre contrario al provvedimento sulla cittadinanza) si ritrovano un altro problema.
 

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