Home

Il Giornale

il Giornale
  • Abbraccio tra Stefano Bettarini e Mara Venier in una pasticceria di Milano
    Stefano Bettarini e Mara Venier insieme in una nota pasticceria di Milano. Nulla di equivovo. Ma il pensiero va subito a Simona Ventura. Cosa penserà dell'incontro tra la suocera e l'ex marito?Nel settimanale Chi, in edicola da mercoledì 27 settembre, Alfonso Signorini pubblica in esclusiva le fotografie, riprese oggi da Tgcom24, dell'abbraccio tra Stefano Bettarini e Mara Venier in una nota pasticceria di Milano. Un incontro casuale tra la presentatrice televisiva e l'ex calciatore che potrebbe però far infuriare Simona Ventura. Perché? Spieghiamo meglio l'intreccio familiare. La Venier è sposata con Nicola Carraro, ovvero il padre di Gerò, compagno attuale della Ventura, precedentemente sposata con Bettarini. Dunque, la Venier è la suocera di Simona Ventura.L'incontro tra suocera ed ex marito è avvenuto insieme ai rispettivi partner: Nicola Carraro appunto e Nicoletta Larini, a cui l'ex calciatore è legato da qualche tempo. Cosa penserà dunque Simona Ventura di questo affettuoso saluto?
  • 'Ndrangheta, infiltrazioni in Lombardia: 27 arresti. Manette anche al sindaco di Seregno
    Maxi blitz dei carabinieri contro la 'ndrangheta, tra Lombardia e Calabria. Ventisette arresti (21 in carcere), in manette anche il sindaco di Seregno (Monza e Brianza), Edoardo Mazza, esponente di Forza Italia. Tra le accuse, a vario titolo, associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni, danneggiamento, traffico di stupefacenti,corruzione, abuso d'ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio e favoreggiamento personale.L'indagine è partita nel 2015 approfondendo alcuni summit di 'ndrangheta tenutisi a Legnano (Milano) e a Paderno Dugnano (Milano), già oggetto di indagini nell'ambito dell'operazione "Infinito". Gli inquirenti hanno identificato gli elementi di vertice della locale di Limbiate (Monza e Brianza), individuando un sodalizio dedito al traffico di ingenti quantitativi di cocaina, con base nel Comasco, composto prevalentemente da soggetti originari di San Luca (Reggio Calabria), legati a cosche di 'ndrangheta di notevole spessore criminale.Dalle indagini è emersa la figura di un affermato imprenditore edile di Seregno che avrebbe intrattenuto rapporti con importanti esponenti del mondo politico e coltivato frequentazioni, rapporti e scambi reciproci di favori con esponenti della criminalità organizzata, cui chiedeva interventi di vario tipo per raggiungere i suoi scopi. Gli inquirenti hanno accertato il ruolo determinante avuto dall'uomo d'affari nell'elezione del sindaco di Seregno, facendo emergere come l'intercessione fosse legata al proprio interesse di ottenere, da parte degli organi istituzionali dei quali sosteneva la candidatura, la convenzione per realizzare un supermercato nel territorio comunale.Il procuratore della Repubblica di Monza, Salvatore Bellomo, ha fatto sapere che tra gli indagati c'è anche Mario Mantovani, ex assessore alla Salute ed ex vicepresidente della Regione Lombardia. Negli uffici della sua società sono state effettuate perquisizioni questa mattina. L'ipotesi è che l'ex assessore avesse portato "un pacchetto di voti" al sindaco di Seregno. Anche lui era collegato ad Antonino Lugarà la figura centrale dell'indagine che questa mattina ha portato all'arresto di 27 persone. "Questi imprenditori si è servito di favori di medici del territorio monzese in particolare negli ospedali di Desio e Monza - ha approfondito Bellomo - i medici si rivolgevano a lui chiedendo l'intercessione presso Mantovani, allora assessore alla sanità per ottenere il primariato o per essere trasferiti"."Non è possibile arrestare un sindaco perché ha fatto un party elettorale nel bar di uno che doveva avere una licenza dal Comune e dedurre che il sindaco dovesse sapere che costui era un mafioso", afferma il segretario di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi. "Non conosco il sindaco di Seregno - spiega Rotondi - ma ritengo che politica e magistratura debbano assieme fare una riflessione sulla crescente difficoltà di svolgere la funzione elettiva in presenza di leggi scritte male e di magistrati larghi di manica nell'uso della custodia cautelare"."La ’ndrangheta è l’associazione mafiosa più pericolosa perché si insinua nel tessuto economico e ha rapporti con le istituzioni. Bisogna scoprire questi legami e tagliarli di netto": lo ha detto il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, commentando ai microfoni di Radio24 la maxi operazione che ha portato anche all’arresto del sindaco di Seregno. "Chi rappresenta il popolo nelle istituzioni deve stare lontano e rifiutare ogni rapporto con queste persone. Se poi qualcuno ci casca - ha detto Maroni - è giusto che venga estromesso immediatamente dalla politica alle istituzioni. Noi siamo sempre stati in prima linea contro le mafie".
  • Raddoppiati gli stipendi: il governo premia i detenuti
    Meglio fare i ladri che le guardie. Lo Stato avrà maggori riguardi, sopratutto quando si parla di stipendi. Non ci credete? Beh, sappiate che dal primo ottobre il governo aumenterà la paga a quei detenuti che lavorano per l'amministrazione penitenziaria. Un boom inaspettato, che molti dipendenti statali si aspettano da tempo: + 83% di aumento. In totale i detenuti arriveranno a guadagnare qualcosa come mille euro al mese, oltre ai contributi e alla tredicesima e quattordicesima. Mica male. Il "trattamento rieducativo" viene usato per permettere ai detenuti di reinserirsi nella vita sociale del paese e anche a sostenere la famiglia rimasta a casa. In un anno circa 10.175 carcerati (circa 1 su quattro) viene ammesso a questa pratica. Ma da circa 23 anni la loro paga non veniva adeguata, secondo la legge, ai "ai due terzi della retribuzione stabilita per gli altri lavoratori della stessa categoria dal contratto collettivo nazionale in vigore". E così negli ultimi tempi sono aumentati i ricorsi in tribunale, che ha visto quasi sempre condannato lo Stato a pagare risarcimenti dai 2mila ai 20mila euro. Un salasso. Lo sa bene il Guardiasigilli Andrea Orlando, che così è corso ai ripari. Quello che lascia sconcertati è il fatto che mentre i detenuti ottengono risarcimenti e aumenti, gli agenti delle penitenziaria vedono il loro stipendio fermo da 10 anni. Dicasi 10 anni. Senza un euro in più. "Praticamente un detenuto prende al mese quanto un agente di polizia penitenziaria. Solo che loro hanno vitto e alloggio pagato, gli agenti hanno sulle spalle mutui pesanti. È una vergogna di cui nessuno ha il coraggio di parlare - dice a La Verità Donato Capece, segretario generale del Sappe, il Sindacato autonomo della polizia penitenziaria - Inoltre ogni 6 mesi chi è impiegato viene messo in cassa integrazione. Tanto qui paga sempre Pantalone. Diversamente in Germania il carcerato prende un compenso di 0,87 centesimi l’o ra e si paga anche la corrente che usa. Noi invece non solo gli ospitiamo gratis ma diamo loro anche uno stipendio. Mentre allo Stato, ovvero a ogni italiano che versa le tasse, ogni detenuto costa circa 160 euro al giorno. Quello stesso Stato che dice di non avere soldi per noi agenti".
  • Crisi nordcoreana: La guerra sulla penisola non avrà vincitori
    Sulla Corea del Nord, il segretario allla Difesa Usa, Jim Mattis, smorza la tensione delle ultime settimane: "Il nostro obiettivo è risolvere la questione diplomaticamente", ha dichiarato durante una conferenza stampa a Nuova Delhi. E rassicura comunque il popolo americano che "Washington ha le capacità per contrastare le minacce più pericolose" di Pyongyang.L'ultimo test nucleare effettuato dalla Corea del Nord ha innescato una guerra di parole e minacce tra i due leader, che ha portato fino all'ultima provocazione di Kim Jong-un della scorsa settimana in cui il dittatore ha parlato di provare la temuta bomba H sul Pacifico.Come riporta l'Ansa, a favore della soluzione diplomatica si è espresso in queste ore anche il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lu Kang, che spera che "i politici Usa e nordcoreani abbiano sufficiente giudizio da realizzare che la forza militare non può essere un via praticabile per risolvere la crisi". "La guerra sulla penisola non avrà vincitori."
  • Belluno, odia i vicini musulmani: per dispetto li denuncia al Telefono Azzurro
    Sguardi truci, minacce e dispetti fino ad arrivare all'accusa di stalking ai vicini, quelli che il 45enne M.B., residente nella palazzina Ater Erp 31 di via Caduti del Lavoro al civico 31 in zona Fiammoi a Belluno, definiva "i musulmani del piano di sotto". Minacce e dispetti L'uomo si è presentanto il 25 settembre a processo davanti al giudice Angela Feletto. L'accusa è quella di stalking. Contro di lui due vicine di casa assistite dall'avvocato Mario Mazzoccoli. I fatti contestati al 45enne vanno tra 2014 e l'estate 2015. Secondo le vicine di casa, il dirimpettaio sarebbe arrivato anche a lanciare della candeggina dal balcone per rovinare gli abiti stesi ad asciugare della vicina del piano di sotto. Non solo: secondo quanto riferito in tribunale, un giorno l'uomo avrebbe sentito delle grida dei bambini dalla casa di una delle vicine e avrebbe chiamato il Telefono Azzurro, numero istituito a protezione dell'infanzia, per denunciare dei maltrattamenti. L'accusa poi cadde in seguito alle verifiche del caso, come riporta Il Gazzettino.
  • Stuzzicadenti nel cuore di un 38enne: salvato per miracolo da un chirurgo
    Uno stuzzicadenti nel cuore. È questo quello che ha trovato il primario Loris Salvador dell'ospedale San Bortolo di Vicenza nella parte destra del cuore di un paziente di 38 anni.Il ragazzo era arrivato in ospedale con una patologia molto grave, una endocardite batterica figlia di un'infezione alla tricuspide. La Tac aveva evidenziato la presenza di un corpo estraneo che era indecifrabile."Abbiamo continuato a guardare questa minuscola striscia all'interno della massa cardiaca ma nessuno riusciva a spiegarsi cosa potesse essere. C'era, comunque, da ripulire la valvola dalla vegetazione infettiva che stava danneggiando il cuore", ha spiegato il chirurgo, come riporta Il Mattino di Padova.Durante l'operazione la straordinaria scoperta: "Ho sentito un oggetto stretto, compatto, dalla linea diritta, appuntito. E quando l'ho visto mi sembrava una follia. Se non l'avessi tirato fuori io con la pinza non ci crederei", ha detto dopo aver visto lo stuzzicadenti."Una cosa che giunga fino a quella parte del cuore deve essere iniettata in vena. Ma in questo caso non è pensabile. C'è una sola ipotesi che può stare in piedi dando spazio all'immaginazione. Forse lo stuzzicadenti è stato ingoiato parecchi anni fa con un panino e si è infilato senza fare danni nell'esofago. Poi sarà avanzato un mezzo centimetro al mese senza mai perforare nulla o forse i tessuti si saranno cicatrizzati subito, e con il movimento del torace avrà trovato un passaggio verso il cuore", ha concluso il medico.
  • Napoli, clochard aggredita e violentata in pieno giorno
    Sono stati attirati da urla e grida. Diversi passanti sono accorsi sul luogo e hanno notato un uomo e una donna litigare, a pochi passi da Porta Capuana, nel centro storico di Napoli. La donna, una clochard di origine straniera, ha poi riferito di essere stata violentata dal un migrante di origini africane.I due si trovavano vicino i giardinetti nei pressi di un'area transennata dove stanno eseguendo alcuni lavori di manutenzione del verde, poco dopo le 10 di questa mattina. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto l'uomo prendere la vittima per il collo e abusare di lei sessualmente, mentre la donna urlava e cercava di ribellarsi. La clochard è stata subito trasportata all'ospedale Loreto Mare per le cure mediche in seguito alle ferite riportateI carabinieri stanno ora indagando per verificare l'accaduto e ricostruire esattemente i fatti.
  • Nuova rotta dei migranti: in 100 sbarcano in Sardegna dall'Algeria
    Ora i migranti partono dall'Algeria e sbarcano in Sardegna. Nelle ultime 24 ore ne sono approdati più di 100 nelle coste della provincia di Cagliari e nel Sulcis.Una situazione d'emergenza che, secondo il deputato di Unidos Mauro Pili, non è altro che "l’effetto dell’accordo tanto decantato da Pigliaru e Minniti sulle rotte dall’Algeria verso il Sulcis. Si tratta di un vero e proprio fallimento su una rotta delicatissima considerato che proprio dall’Algeria si è registrato con certezza lo sbarco nel Sulcis di uno dei terroristi di Charleroi. Una rotta incontrollata e a forte rischio terrorismo". "È notorio - attacca Pili - che dall’Algeria non può esserci una migrazione economica e tantomeno di guerra e quindi i pericoli sono decisamente più rilevanti. Ormai è vera emergenza sbarchi nella costa Sud della Sardegna". Secondo deputato di Unidos le istituzioni sono colpevoli di ignorare questa nuova rottta e accusa: "Gli ultimi sbarchi tra ieri notte e stamane sono la dimostrazione più eloquente del fallimento delle intese. Sessantadue solo ieri notte a Porto Pino in asse con la base militare. Poi altri 26 all’alba, altri 14 a Cagliari e poi 4 a S.Antioco e 4 a Domus de Maria”. Il deputato sardo porrà stamattina una nuova urgente interrogazione al ministro Minniti dopo che già nei mesi scorsi aveva presentato una serie di atti parlamentari con cui denunciava l'esistenza di questa nuova rotta."È evidente - ha detto Pili - che gli sbarchi di stanotte confermano che la rotta del Sulcis sarà sempre di più meta un vero e proprio assalto. È semplicemente gravissimo che non ci sia su quest'area nessun pattugliamento e che tutto avvenga con una normalità disarmante. Il sospetto che ci sia un'organizzazione che sta gestendo questa tratta è ora più che evidente". "Le modalità dello sbarco, la frequenza e ora la consistenza sono segnali chiari di una gestione organizzata dei viaggi dall'Algeria. Sardegna, dunque, - ribadisce Pili - sempre più crocevia con il silenzio e la complicità di molti, dalla Regione allo Stato. È ora di reagire con azioni chiare e nette nel contesto internazionale per bloccare un’invasione priva di qualsiasi tipo di controllo e con grave rischio per infiltrazioni terroristiche". "Tutto questo dimostra che l'Europa, anche attraverso la Sardegna, è un colabrodo per terroristi. Si tratta di terroristi che, espulsi da una parte, rientrano dall'altra. Questo - afferma Pili al giornale Today.it - conferma che si continua a negare in maniera irresponsabile che la rotta Algeria-Sardegna sia realmente un crocevia per terroristi. Gli elementi in mio possesso – come ho già dichiarato - confermano l'esatto contrario. Il ministro ne è a conoscenza e deve bloccare questo flusso incontrollato verso la Sardegna. Sono un rischio quotidiano e questa conferma del collegamento diretto tra terrorismo e questa rotta dovrebbe indurre ad un'azione concreta per stroncare questo crocevia".
  • Immigrati ed economia: la nuova Germania sarà nemica dell'Italia
    Saremo noi in Italia a pagare per i risultati del voto in Germania che ha terremotato la coalizione fra popolari della Cdu e i socialdemocratici. È la fine della «ricreazione» di cui abbiamo usufruito con le deroghe sulle regole di bilancio e con la politica monetaria della Bce di Draghi. Il governo che la Merkel farà con i liberali (che con il 10% hanno più che raddoppiato i voti) comporta che essi avranno il ministero delle Finanze e applicheranno all'Europa la politica fiscale di rigore di bilancio di cui sono fautori. Lo faranno tramite il «falco» Schäuble della Cdu, che diventerà vicepresidente della Commissione europea, presidente dell'Eurogruppo e commissario alle Finanze. Mario Draghi ha sostenuto ieri che c'è ancora bisogno del Qe, ma la politica di facilitazione quantitativa dovrà fare i conti con Jens Weidmann, il presidente della Bundesbank candidato a succedergli, che ha detto che non si può porre un veto a un tedesco come a un italiano, alla guida della Bce, e che ritiene pericolosa la sua linea. Va in fumo il progetto di Macron, che vorrebbe una politica di bilancio non rigorista per la Francia e una politica di investimento europeo, mediante i fondi dell'Esm, il meccanismo europeo di stabilità sinora utilizzati solo per il soccorso agli Stati in crisi, in cambio del loro commissariamento. Va in fumo il sogno di Renzi di rivedere le regole di bilancio europee con una deroga permanente al principio del pareggio per il bilancio statale, che peraltro su iniziativa di Forza Italia è stato adottato anche nella Costituzione italiana. Va in soffitta fra le cianfrusaglie l'idea dei 5 Stelle di fare gli europeisti e, insieme, di dare un reddito di cittadinanza generalizzato a chi non lavora.Cade a picco anche l'erronea interpretazione del dovere di prima accoglienza, che per il vigente diritto comunitario compete allo Stato in cui essi cercano di sbarcare. Questa prima accoglienza, secondo la tesi che ora la Germania sosterrà, modificando la politica immigratoria della Merkel, consisterà nel soccorrerli, rimandandoli nei luoghi di provenienza, intervenendo là. Si accetteranno solo immigrati regolari che domandano un lavoro di cui c'è disponibilità. Chi vuole lo ius soli, si rassegni: Berlino lo bloccherà perché comporta il passaporto europeo.Il governo Gentiloni ha varato una legge di bilancio 2018-20 che implica un «margine di flessibilità». Contava sull'appoggio dei socialdemocratici tedeschi (che non saranno più al governo) e dei francesi che dovranno faticare a contrattare per sé margini di flessibilità con l'Europa in versione «liberale rigorista tedesca». È vero che la creazione del ministro delle Finanze europeo, secondo il progetto lanciato da Schäuble che vi aspira, comporta la revisione di regole europee, perciò tempi lunghi. Ma Juncker, presidente della Commissione europea, nel discorso sullo stato dell'Unione lo ha modificato, così da escludere tale revisione. Questa carica sarebbe tecnica: toccherebbe al vicepresidente dell'Unione europea, presidente dell'Eurogruppo e commissario alle Finanze, dotato di maggiori competenze nell'attuazione delle regole vigenti del fiscal compact su bilanci e debiti degli Stati membri.Ci vorrà tempo prima che vengano formate la nuova coalizione politica e la nuova compagine governativa a Berlino, sicché la richiesta di rettifica del bilancio italiano 2018 può slittare e ricadere sul governo che verrà dopo le elezioni politiche. Draghi frattanto continuerà il Qe per tutto il 2017, anche a favore dell'Italia, contrariamente alla richiesta avanzata dalla Germania. Ma poi Draghi sarà sostituito. Senza una politica fiscale europea di investimenti, rivolta a compensare gli effetti deflattivi dello smantellamento del Qe e del rientro dai deficit dei Paesi membri, rischiamo di trovarci con una riduzione della crescita del Pil. Dovremo aiutarci da soli, pagando con gli interessi il costo degli errori dei governi marcati Pd dal 2012 a ora.
  • Cresce la fronda al Papa eretico
    Roma - I firmatari del documento che accusano il Papa di eresia sono saliti a 68 nel giro di poche ore e in Vaticano si apre un autunno fatto di veleni, giochi di potere, e perfino il terzo filone di Vatileaks.Giornalisti, teologi e sacerdoti (al momento nessun cardinale e solo un vescovo in pensione, lo statunitense Rene Henry Gracida) hanno sottoscritto un documento contenente sette presunte eresie nella Amoris Laetitia, l'esortazione apostolica firmata da Bergoglio che ipotizza un'apertura sulla possibilità di concedere la comunione ai divorziati risposati. Inizialmente si è trattato di 62 firmatari, tra cui Ettore Gotti Tedeschi, banchiere dell'Opus dei, presidente dello Ior dal 2009 al 2012, e il capo dei Lefebvriani, Bernard Fellay. Ieri si sono aggiunte altre sei firme, tra cui l'italiano Mauro Faverzani, coordinatore editoriale della rivista «Radici Cristiane». Si può sottoscrivere la petizione sul sito correctiofilialis.org. Ieri mattina, era circolata la notizia che il Vaticano avesse bloccato l'accesso alla pagina web dai pc all'interno delle Mura Leonine. Ma il portavoce, Greg Burke, ha spiegato che semplicemente ci sono dei filtri che scattano automaticamente per diversi contenuti, dalla pornografia alla pubblicità fino ai malware. Nessuna censura. «Figurarsi se facciamo questo per una lettera con 60 nomi», ha scherzato. E monsignor Dario Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione del Vaticano, ha spiegato come funziona la sicurezza informatica modello Santa Sede. «Dalla nascita della Segreteria per la Comunicazione ha detto il dicastero si è dotato di apparati e policy per garantire la sicurezza delle postazioni di lavoro, come avviene in tutte le aziende del mondo. Le nostre politiche di sicurezza informatica non permettono il raggiungimento di siti identificati parked-domains, come in questo caso, su cui è facile trovare annunci pubblicitari ma è anche un repository di malware».E i vescovi italiani hanno difeso Francesco. «Il Papa chiama ognuno a fare la sua parte. Sa che c'è bisogno di tutti ha detto il cardinale Gualtiero Bassetti aprendo il suo primo consiglio permanente da presidente della Cei - e chiede di liberarci dal clericalismo, perché ogni persona possa avere pienamente il suo spazio in una Chiesa autenticamente sinodale». SSar
  • Caterina Balivo parla del parto di Cora: Ecco perché non ho voluto l'epidurale
    È diventata mamma per la seconda volta da appena un mese, ma Caterina Balivo è già pronta per tornare alla conduzione di Detto Fatto.Sul numero di Chi in edicola da mercoledì 27 settembre, l'ex concorrente di Miss Italia presenta per la prima volta la sua secondogenita, Cora, nata lo scorso agosto. E racconta il suo parto naturale, senza anestesia epidurale. "Ho fatto il parto come è il parto. È una scelta mia, questo sì. Io ho sempre temuto il parto e del primo scrissi su Twitter: 'È un’esperienza pulp'. Anche il mio primo figlio è nato con un parto senza epidurale. Ed è stato un parto lungo, complicato, è stato completamente diverso, naturale, ma indotto. Questa volta mi sono preparata per fare un parto in casa, mi sono fatta seguire da un'ostetrica... Avevo letto il libro di Elisabetta Malvagna e mi sono chiesta: “Ma perché la cosa più naturale del mondo deve farmi tanta paura?".La Balivo è riuscita a superare i timori. "Ma, alla fine, se un bambino arriva da un rapporto d'amore - riflette con il giornale di Alfonso Signorini - allora deve nascere con un atto d'amore della sua mamma. Ma chi ti aiuta nel parto? Il tuo bambino. E quello, allora, non è un dolore, il dolore è quando, boh, ti sparano". La conduttrice non ha potuto però partorire Cora in casa perché il momento è arrivato mentre era in vacanza a Grosseto. "Mi sono alzata, ho scelto il vestito più bello: molto colorato davanti, dietro bianco, 'voglio farla nascere così, con tutti i colori del mondo', mi sono detta". A distanza di un mese, la Balivo cresce la sua bambina ma non rinuncia al lavoro. Molto presto tornerà infatti in televisione con Detto Fatto.
  • Noemi, spunta un video: ​il 17enne solo sul luogo del delitto
    Il 17enne accusato dell'omicidio di Noemi Durini avrebbe agito da solo. A confermarlo ci sarebbe un video raccolto dalla telecamera di sicurezza di una villa che si affaccia lungo via Enea, il proseguimento della provinciale che da Castrignano del Capo conduce a Santa Maria Leuca, che si affaccia proprio sull’ingresso dell’uliveto dove é stato trovato il cadavere della 16enne di Specchia il 13 settembre, dieci giorni dopo la scomparsa e il delitto.Nelle immagini, girate la notte del delitto, all’alba del 3 settembre scorso, si vede la Fiat 500 con a bordo verosimilmente i due fidanzati, arrivare sul posto e poi allontanarsi da quel terreno. La Fiat 500 è l’unica auto che si vede entrare e uscire. L’utilitaria guidata dal giovane reo confesso viene ripresa la notte dell'omicidio da tutte le telecamere posizionate lungo il tragitto percorso, fino al rientro a Montesardo di Alessano, dove vive il ragazzo, poco dopo le 7. E il 17enne compare sempre da solo.
  • Spagna, sfila per Miss Universo ma cade in piscina
    Divertente gaffe in Spagna per Pilar Magro, una delle candidate al concorso di Miss Universo.Durante la sfilata di presentazione, infatti, le miss camminavano accanto a una piscina. Per catturare l'attenzione la ragazza ha provato a fare una piroetta ma calcolando male le distanze dalla vasca è caduta in acqua (guarda il video).La miss non ha riportato nessuna ferita ma profondamente imbarazzata ha quasi pianto davanti alle altre concorrenti che hanno provato a consolarla. La fascia è andata a Sofia del Prado ma la più vista del web e la più acclamata all'indomani della sfilata è sicuramente Pilar.
  • Da Boldrini attentato a Costituzione. Il pm archivia, ma spunta il ricorso
    L'aveva denunciata, Laura Boldrini, per attentato alla Costituzione. La procura ha aperto un fascicolo, poi ha chiesto rapidamente l'archiviazione del caso. Ma l'imprenditore di Cassino, Niki Dragonetti, non si arrende. Anzi: rilancia. Ieri infatti si è rivolto all'ufficio primi atti del palazzo di Giustizia e ha depositato un atto ufficiale per opporsi alla richiesta di archiviazione. Vuole arrivare fino in fondo Dragonetti, convinto com'è dei "reati" che la presidente della Camera avrebbe commesso.Marco Mori e Laura Muzi di Rapallo, i due avvocati cui si è rivolto l'imprenditore, hanno preparato il documento contro la richiesta di archiviazione che Dragonetti è andato a depositare. "Il provvedimento di richiesta di archiviazione del pubblico ministero in merito alla denuncia presentata dall’esponente – si legge nell’atto di opposizione come riportato dal Tempo – riporta una ricostruzione completamente e grossolanamente errata in diritto, sia circa il combinato disposto dagli art. 1, 10 ed 11 Cost, sia in riferimento all’ambito dell’applicazione della fattispecie di cui all’art. 243 cp. Proprio il suddetto articolo 243 c.p. è la norma che il Presidente della Camera ha istigato pubblicamente a violare non solo nel tweet prodotto dal denunciante, che ha ripreso un atto dello scrivente difensore di alcuni anni fa, ma anche in numerosi discorsi pubblici successivi nei quali ha sempre specificato la richiesta e la volontà di ottenere "cessioni della nostra Sovranità". Tesi ribadita anche sul sito personale della denunciata nel quale si chiede addirittura la costituzione degli Stati Uniti d’Europa".Insomma. Se la procura ha deciso di archiviare, la motivazione per Dragonetti è sbagliata. Ora il Gup dovrà decidere se accogliere la richiesta del pm oppure quella dell'imprenditore. Difficile dire come andrà a finire, anche se è probabile che si arriverà ad una chiusura senza condanne per Laura Boldrini. Per il sostituto procuratore Arianna Armanini, infatti, la notizia di reato è totalmente "infondata". Ma Dragonetti non si arrende.
  • Il sindaco: Braccialetto elettronico ai richiedenti asilo
    Una proposta che farà parlare quella che arriva da Rovigo, dove il primo cittadino Massimo Bergamin, eletto con i voti della Lega Nord e vicesegretario del paritito per il Veneto, ha detto la sua sulla questione dei richiedenti asilo, sostenendo una misura drastica e che certo si attirerà critiche. Propongo che chi è ospitato nei nostri territori venga controllato giorno e notte con strumenti elettronici all'avanguardia che consentano alle forze dell'ordine di rintracciarlo in tempo reale, e nel caso di problemi di ordine pubblico, venga opportunamente sanzionato e punito con il rimpatrio nel paese di provenienza, dice Bergamin.I costi - aggiunge - dovranno essere inclusi nei budget messi a disposizione per la cosiddetta accoglienza, cooperative ed altri soggetti che gestiscono i richiedenti asilo, e quindi non gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini italiani.A ottobre aveva già proposto l'istituzione di un contributo di cinque euro per ogni migrante ospitato dalle cooperative attive sul territorio comunale.
  • Robbie Williams cancella due date del tour: Soffro di ernia del disco
    Dopo aver annullato le date dei concerti di San Pietroburgo e di Mosca per una malattia imprecisata, Robbie Williams ha rivelato il vero motivo che l'ha portato alla cancellazione dei live.Il cantante, infatti, soffre di ernia del disco: "La cosa più difficile che devo affrontare è il dolore alla schiena, è decisamente stressante". Robbie Williams riprenderà il tour mondiale "Heavy Entertainment Show" nel febbraio-marzo 2018, quando dovrà esibirsi in dieci concerti tra Nuova Zelanda (ad Auckland e Dunedin) e Australia (a Brisbane, Melbourne, Sidney, Geelong, Adelaide e Perth).In un'intervista rilasciata al Sunday Times l'ex Take That ha parlato delle sue condizioni fisiche: "Faccio un lavoro veramente dannoso per la mia salute, prima o poi mi ucciderà a meno che non cominci a guardarlo con occhio diverso. Più mi dimostro arrogante sul palco più sono terrorizzato dentro. Non so se questa malattia mentale mi avrebbe colpito qualora non fossi diventato famoso". Intanto lo scorso 21 settembre è stata pubblicata la sua autobiografia, "Reveal", in cui il cantante ha fatto una confessione hot. Williams si è infatti finto Liam Gallagher per trascorrere una notte con una giornalista appena conosciuta. Aveva bisogno di una camera d'hotel a Manchester e si è presentato alla reception con il nome di "Billy Shears", sapendo che con questo nominativo Liam aveva sempre una camera riservata. Ma sembra che quando Gallagher l'ha saputo non l'ha presa affatto bene.
  • L'orrore in casa di due cannibali: 30 vittime fatte a pezzi e surgelate
    Alla fine i cannibali avrebbero confessato. Dmitry Baksheev, 35 anni, è un ex dipendente dell’accademia militare di Krasnodav, nella Russia meridionale. Lui e sia moglie Natalia Barksheeva, infermiera, avrebbero ucciso e mangiato circa 30 persone dal lontano 1999. Alcuni resti del loro macabro rito sono stati trovati in casa: una mano all'interno di un barattolo con cui erano soliti farsi dei selfie, piatti realizzati con pezzi di cadavere e arance, mentre gli organi interni preferivano gustarseli marinati. Cucina dell'orrore. Di cui ora è possibile vedere le immagini in un video choc (guarda il video).Come scrive il Tempo, l'indagine è scattatta il 12 settembre quando vicino all'"accademia militare di Dzerzhinskogo Street, al civico 135, sono stati trovati sacchetti e una borsa contenenti i resti di una donna". Indagine dopo indagine, la polizia russa è risalita a questa coppia di cannibali. Scoprendo che quel corpo di donna non sarebbe stato il loro unico "pasto" a base di carne umana. Eppure solo sul questo cadavere è stato possibile realizzare un riconoscimento che portasse ad indentificare la vittima: si tratterebbe di una donna di 35 anni proveniente dalla regione di Kirov. Come le altre presunte vittime, la ragazza sarebbe stata drogata dalla coppia di cannibali e poi sventrata, fatta a pezzi e conservata nella cantina della casa.Vicino al corpo ritrovato nei pressi dell'Accademia sono state rinvenute immagini horror. Selfe con teste di donne, mani umane tenute tra i denti e via dicendo. Una lunga sequela di scatti degni di un film di Dario Argento. Non solo. Anche la perquisizione a casa, un ostello a cui nessuno osava avvicinarsi, gli agenti guidati da Natalia Smyatskaya hanno trovato "diciannove residui di pelle umana e vasi con pezzi di carne umana messa a macerare".
  • Accoltella il fidanzato, ma è troppo brillante per andare in galera
    Ubriaca e drogata, ha accoltellato il fidanzato ma non andrà in carcere. E ancor più paradossale della decisione dei giudici è la scelta con cui questa sentenza è stata motivata: la ragazza è troppo intelligente.Una 24enne britannica, Lavinia Woodward è stata condannata a dieci mesi con la sospensione della pena ma non finirà dietro le sbarre perché troppo dotata di materia grigia. La ragazza studia nella prestigiosissima università di Oxford per diventare cardiochirurgo. A maggio aveva accoltellato il fidanzato, conosciuto attraverso la popolare app per incontri romantici Tinder.Durante una lite al celebre Christ College lo aveva aggredito con un coltello da cucina e lanciandogli addosso un bicchiere e un vaso, agendo sotto l'effetto di alcol e stupefacenti. Ieri è arrivata la sentenza: pur rischiando una condanna fino a cinque anni di carcere, se la è cavata con un periodo di reclusione molto più breve e oltretutto ha anche potuto beneficiare della sospensione della pena.Secondo i magistrati la carcerazione ne danneggerebbe irreparabilmente il brillante futuro. Poiché si è dimostrata pentita del proprio gesto, le sarà sufficiente seguire un percorso di disintossicazione dalle sostanze che danno dipendenza.
  • In Cina il Partito comunista ha bloccato anche WhatsApp
    WhatsApp è tornato nel mirino della censura cinese. A poche settimane dal diciannovesimo Congresso del Partito comunista, in programma il prossimo 18 ottobre, le autorità cinesi hanno bloccato il sistema di messaggistica istantanea.Dopo i malfunzionamenti registrati a luglio, da qualche giorno l'applicazione ha smesso di funzionare. Secondo fonti di cyber-security, le autorità cinesi potrebbero essere riuscite a sviluppare un software specializzato in grado di interferire con la tecnologia crittografica utilizzata da WhatsApp. Nessn problema invece per WeChat, la piattaforma di messaggistica più utilizzata a Pechino. WeChat infatti rispetta la Cyber Security Law approvata a fine maggio, con la quale ha acconsentito a trasmettere al governo tutte le informazioni sui propri utenti.Per questo motivo, molti attivisti preferiscono comunicare tramite WhatsApp, che dall’anno scorso ha adottato la crittografia end-to-end per proteggere meglio la privacy dei propri utenti. "Credo che le autorità ricorreranno a misure di censura sempre più stringenti nei giorni precedenti il Congresso del Partito comunista. Le persone sanno che WeChat non è sicuro. Io e altri dissidenti comunichiamo tramite WhatsApp il 70% delle volte. Nei giorni in cui l’app è totalmente inaccessibile, preferiamo non parlarci per nulla", ha dichiarato l'attivista Hu Jia.In Cina si fa sempre più forte la stretta normativa su internet. L’ufficio governativo che si occupa di propaganda online e di censura ha fatto sapere che a partire da ottobre sarà obbligatorio verificare l’identità reale degli utenti e il controllo sui loro commenti aumenterà.
  • Dicò | Combustioni, la grande pop art italiana
    Nei mesi di giugno e luglio scorsi il Complesso del Vittoriano di Roma ha ospitato la mostra DICÒ | Combustioni: un'antologica a cura di Lamberto Petrecca dedicata ad uno degli artisti più dirompenti ed originali dal panorama italiano ed internazionale, che rappresenta ad oggi una delle più innovative manifestazioni artistiche del Neo-Pop.La mostra ha riscosso un grande successo sia di pubblico che di critica, facendo registrare picchi di presenze inaspettati. Anche la tv non è rimasta insensibile a questa esplosione d'entusiasmo per le opere di DICÒ: durante la mostra sono stati infatti realizzati servizi televisivi ad opera del Tg1, del Tg5, di Sky News e di alcune tv straniere.Sono state esposte circa 40 opere, alcune delle quali presentate per la prima volta al pubblico che si é potuto così immergere in un originale universo espressivo che unisce gli echi di Warhol e Burri con la Street Art.Formatosi tra Roma e gli States, DICÒ assorbe infatti gli stimoli più vari: dal figurativo al materico, dal geometrico al concettuale. In particolare, grazie ai viaggi in America, la Pop-Art diviene la sua area di riferimento privilegiata e assorbe nuove suggestioni visive che confluiranno in uno stile creativo del tutto originale. Rispetto alla Pop-Art di Warhol, DICÒ compie un percorso inverso. Egli, infatti, avvolge i ritratti di personaggi famosi assurti a icone del proprio tempo e monumenti altrettanto iconici in una lastra di materiale plastico che viene poi bruciato e piegato, dando all'opera una prospettiva nuova e tridimensionale. Come sottolinea il curatore Lamberto Petrecca, "DICÒ utilizza i miti già ampiamente massificati dai media e li trasfigura rendendoli nuovamente unici grazie alla combustione... Il fuoco, quindi, diventa il medium attraverso il quale donare nuovamente all'opera d'arte l'aura perduta per eccesso di riproduzione. Dalla molteplicità all'unicità". Con Warhol si andava invece dall'unicità alla molteplicità, perché la sua arte moltiplicava "la valenza unica di un mito riconosciuto come tale dalla società di massa — da Marilyn a Liz Taylor, da Mao alla zuppa Campbell — per darne una forma serigrafata riproducibile ad libitum". Le "Combustioni" di DICÒ non possono non far pensare anche ad Alberto Burri, anche se l'artista romano, come ricorda ancora il curatore, "rende plastici e combusti personaggi veri e reali. È la vita stessa — attraverso i suoi esponenti più noti — che si deforma e trasmuta in altro. I ritratti di DICÒ diventano così quasi Primi Piani cinematografici'. Da Burri e Warhol, DICÒ trae così una sintesi rigeneratrice che gli consente di ridare una vita nuova ai miti contemporanei: da Marilyn alla Gioconda, da Gandhi a Fidel Castro, da Mohammad Ali a Gianni Agnelli.E inevitabilmente questo "Pantheon immaginifico" si estende alla contemporaneità dei cosiddetti V.I.P. . Sono infatti tanti i personaggi famosi che hanno voluto un proprio ritratto realizzato da DICÒ: da Penelope Cruz a Morgan Freeman, da Matteo Marzotto a Keanu Reeves, da Renzo Rosso a Javier Bardem, da Luisa Ranieri ad Antonio Banderas e tanti altri."E' proprio questo rinnovamento delle fonti — ricorda Vittorio Sgarbi nel suo testo critico in catalogo - che permette a DICÒ di esimersi dal mito consumistico, che pure non manca affatto di essere considerato, data la forza che ha conservato anche nella società dei nostri giorni, ma in un modo psicologicamente meno condizionato, fino al punto di arrivare a dissacrarne, per via pirica, le rappresentazioni, nel proposito di affermare la propria autonomia dagli automatismi omologanti della logica di massa".Nel percorso artistico di DICÒ fondamentale è stato l'incontro con la Galleria Ca' d'Oro co-diretta proprio da Lamberto Petrecca. E' con questa galleria che l'artista partecipa nel 2012 alla grande mostra collettiva "Omaggio a Marilyn" allestita a Roma e Miami nel cinquantesimo anniversario.
  • Prima uscita pubblica mano nella mano per il principe Harry e Meghan
    Il principe Harry si è mostrato insieme alla fidanzata, Meghan Markle, agli "Invictus Games", in corso a Toronto (Canada), per ufficializzare la sua relazione con l’attrice. I due sono si mostrati ad una partita di tennis su sedia a rotelle. Entrambi sorridenti e disinvolti, hanno mostrato la loro complicità agli occhi di pubblico e fotografi.Sabato i due avevano assistito insieme, ma a diverse file di distanza, all’apertura dei Giochi, un evento sportivo per veterani dell’esercito che hanno subito lesioni fisiche o psicologiche, a cui Harry, quinto nella linea di successione al trono, è molto legato e offre il patrocinio.[[gallery 1446194]]Meghan è di casa a Toronto, dove ha comprato un appartamento dopo il divorzio da un produttore statunitense, nel 2013. Abituata a condividere molti momenti della sua vita privata sulle reti sociali, l’attrice di "Suits" nei giorni scorsi ha dato un’intervista a Vanity Fair, parlando della loro relazione: "Siamo una coppia, siamo molto innamorati".
  • Roma sfida il Qarabag, la squadra della città che non esiste più
    È un match dai tratti particolari quello che in Champions League affronterà la Roma, contro gli undici del Qarabag, team di una città che non esiste più, rara al suolo dall'autoproclamata Repubblica del Nagorno Karabakh, durante il conflitto tra Azerbaigian e Armenia esploso dopo il collasso dell'Unione Sovietica.Colpita da pesanti bombardamenti per la sua posizione strategica, Agdam, la città del Qarabag, fu abbandonata dai suoi abitanti e poi rasa al suolo, per impedire agli azeri di tornare. Anche la squadra si spostò e ora ha la sua sede nella capitale Baku, dopo che lo allo stadio Imarat fu riservata la stessa sorte del resto degli edifici."Il Qarabag è qualcosa di più di una squadra: è un modo perché la nostra storia non sia dimenticata", dice oggi Gurban Gurbanov, 45enne allenatore del team. La squadra pagò in prima persona un tributo di sangue, quando l'allenatore Allahverdi Bagirov morì saltando su una mina con la sua automobile negli anni Novanta.[[gallery 1130571]]
  • Presa a Roma la nomade Lady Theft, la ladra più spietata d'Europa
    La cercavano in tutta Europa dal 2013. E, alla fine, l'hanno persa a Roma. Si tratta di una 34enne, una nomade di origini slave, che, essendo super specializzata in furti, era stata soprannominata dalle principali forze dell'ordine del Vecchio Continente "Lady Theft". L'hanno "pizzicata" a sfilare il portafoglio a un turista cinese di 68 anni in via del Sant'Uffizio, a due passi dalla basilica di San Pietro. In sua compagnia c'erano altre due nomadi, una 31enne e una 15enne, anche loro di origine slave.Questa mattina i carabinieri in borghese hanno notato le tre nomadi mentre si preparavano a colpire un gruppetto di turisti cinesi. Si erano appostate alle loro spalle e li avevano seguiti a lungo per cogliere il momento giusto per poter sfilar loro i portafogli. Le forze dell'ordine sono, però, intervenuti non appena la 34enne, con l'aiuto delle due complici, ha allungato la mano per impossessarsi del portafoglio del malcapitato turista.Dai successivi accertamenti, i militari hanno scoperto che si trovavano davanti a "Lady Theft". Il soprannome, che significa "Lady Furto", le era stato affibiato per la sua "capacità" di derubare chiunque e in qualsiasi situazione. Sul conto di questa nomade pende, infatti, un mandato di arresto europeo che era stato emesso nel marzo del 2013 dalle autorità olandesi in seguito ai numerosi borseggi compiuti tra il 2008 e il 2009 nei Paesi Bassi. Per "Lady Theft" si sono così aperte le porte del carcere di Rebibbia in attesa di essere estradata. La 31enne è stata, invece, trattenuta in attesa del rito direttissimo, mentre la minorenne condotta presso il Centro di Prima Accoglienza di via Virginia Agnelli.
  • Lite al pub per la ragazza: soldato Usa investe due ragazzi
    Una violenta lite, poi la decisione di investirli. Sarebbe questa la dinamica di un grave fatto avvenuto due sere a Vicenza, dove un soldato americano di stanza nella caserma Del Din avrebbe investito due ragazzi in seguito ad una lite scoppiata in un pub.Le accuse al soldato UsaSulle dinamiche dell'accaduto stanno ancora indagando i carabinieri della Setaf. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, scrive il Giornale di Vicenza, la lite sarebbe scoppiata alla'interno di uno dei locali di via Zamenhof a causa di alcun apprezzamenti rivolti alla findanzata del militare Usa. Una volta usciti dal pub, il soldato 20enne avrebbe preso la sua auto e investito i due giovani che sono stati portati all'ospedale San Bortolo. Le vittime sono un italiano che ha riportato una ferita al braccio e un ghanese, ricoverato in Rianimazione in condizioni molto gravi.I punti oscuriAncora da chiarire alcuni punti oscuri dalla vicenda. Per il momento sono state le testimonianze dei presenti a far ipotizzare una lite scatenata dalle avances non dovute alla ragazza del soldato. Ma spetterà ai carabinieri del Setaf, che hanno fermato e denunciato il militare, chiarire quando successo a Vicenza.
  • La Cassazione: Arrestare sempre gli immigrati con documenti falsi
    La Cassazione ha stabilito che gli immigrati sorpresi in possesso di documenti falsi vanno arrestati in ogni caso, anche se sono sempicemente migranti economici e non sono indiziati di terrorismo.I giudici della Suprema Corte lo hanno scritto nero su bianco accogliendo il ricorso della procura di Milano contro la decisione di un gip che aveva ritenuto ingiustificato l'arresto di un 24enne cingalese fermato a inizio anno all'aeroporto milanese di Linate in possesso di documenti falsi.Secondo la toga milanese, ricorda infatti Il Messaggero, l'arresto non era "giustificato dalla gravità del fatto e dalla personalità dell'avvocato, non essendovi alcuna motivazione a tal proposito nel verbale di arresto e dovendosi inoltre tenere conto del fatto che l'indagato era incensurato". Dopo il ricorso del pm, però, gli ermellini hanno ribaltato tutto con una sentenza che ora rischia di fare giurisprudenza.Secondo la Cassazione, difatti, quell'arresto era giustificato poiché con le norme antiterrorismo introdotte nel 2015 dopo gli attentati a Parigi è stata varata l'obbligatorietà dell'arresto per chi fabbrichi o venga trovato in possesso di documenti falsi. La semplice denuncia a piede libero, dunque, non è più sufficiente.
  • Nissan Qashqai 2017: nuovo look e dotazione tecnologica al top
    Debutta sul mercato il nuovo Nissan Qashqai e porta con sé una ventata di modernità, dal design di interni ed esterni fino alle nuove tecnologie che garantiscono un'esperienza di guida più libera rispetto al passato.A partire dal 2017 Nissan Qashqai aggiunge ai quattro allestimenti già disponibili, Visia, Acenta, N-Connecta e Tekna, un quinto dotato di funzionalità premium di serie, Tekna+, caratterizzato da sedili in nappa superiore, trapuntature 3D e impianto audio BOSE a otto altoparlanti. Il top di gamma prevede sedili Monoform (disponibili a partire da N-Connecta) per un maggiore comfort e una migliore stabilità, dotati di supporto lombare a 4 punti.[[fotonocrop 1444879]]Tutte le versioni possono contare su una migliore esperienza di guida grazie ai sistemi di assistenza al guidatore e i dispositivi di sicurezza che comprendono i sei airbag, l'antibloccaggio dei freni, il controllo di stabilità e il ripartitore elettronico di frenata. Di serie sono il volante sportivo a D, con comandi al volante a 4 direzioni per display e cruise control, il corpo centrale compatto che permette una visibilità agevolata del quadro strumenti, la radio digitale DAB e il navigatore satellitare con funzionalità touch-screen Nissan Connect (a partire dall'allestimento Business).[[fotonocrop 1444880]]Anche gli esterni godono di un restyling completo per un look più contemporaneo: nuovo paraurti con finitura lucida, cerchi in lega, gruppi ottici più luminosi e frontale rinnovato che nasconte il radar del sistema di frenata d'emergenza intelligente che facilita il passaggio delle onde radar.Entro la primavera 2018, Nissan Qashqai avrà a disposizione anche le tecnologie Nissan Intelligent Mobility con ProPILOT che offre una maggiore libertà di guida regolando sterzo, accelerazione e frenata in ogni condizione di traffico. ProPILOT andrà ad aggiungersi a Traffic Sign Recognition, che riconosce la segnaletica stradale, Intelligent Driver Alertness, in grado di rilevare l'attenzione del guidatore, al sistema di assistenza al parcheggio e a Stand Still Assist, novità che agevola e assiste le partenze in salita in presenza di cambio manuale.[[fotonocrop 1444878]]Di tutto rilievo è anche il comparto tecnico: a benzina o diesel, dotata di cambio manuale o automatico CVT XTronic e a due o quattro ruote motrici, Nissan Qashqai conquista il record di basse emissioni di CO2 per la categoria crossover SUV con 99g/km nella versione con motore diesel 1.5 110 CV, in grado inoltre di consumare solo 3,8 litri / 100 km. Ampio spazio anche per i bagagli: si parte da una capacità base di 430 litri, espandibile fino a 1598 con i sedili posteriori abbassati grazie a Flexible Luggage Board System che permette 18 diverse configurazioni del bagagliaio.Per la seconda versione di Nissan Qashqai, il team di specialisti che ha lavorato al processo di miglioramento proveniente dalle sedi Nissan di Regno Unito, Spagna e Germania ha scelto di basarsi sul feedback dei clienti, venendo così incontro alle esigenze degli utilizzatori finali che negli anni hanno decretato il gioiello della casa giapponese punto di riferimento tra i crossover SUV di segmento C.[[fotonocrop 1444877]]
  • Wanda Nara: Rivedere la clausola di Icardi? Per ora stiamo bene così
    Mauro Icardi e Wanda Nara sono sempre più felici insieme. Il capitano argentino è l'uomo simbolo dell'Inter di Luciano Spalletti e ieri era al fianco si suo moglie per la presentazione del suo primo libro "Campione in campo e nella vita". L'agente dell'attaccante di Rosario ha spiegato l'intento del suo lavoro: "Questo è un libro scritto per raccontare ai bambini tutto quello che dovrebbero sapere sul calcio". Wanda Nara ha poi parlato della carriera di Icardi: "Lui è un campione e si comporta come un capitano, sono felice quando viene elogiato per una giocata, anche difensiva. Se io gli do consigli? Con il carattere che ha lui nessuno gli può dire nulla. L'Argentina? Mauro è il futuro dell'Albiceleste. Per quanto riguarda l'Inter, lui desidera realizzare alcuni sogni e di solito ci riesce, chissà che non si possa ripetere il triplete. Quando Mauro perde una partita, in casa nessuno ha il coraggio di parlare, finché non lo fa lui".La signora Icardi ha poi parlato dell'eventualità di ritoccare la clausola rescissoria: "Pochi mesi fa abbiamo fatto un rinnovo e stiamo bene così, non c'è bisogno di rivedere la clausola. Spalletti dice che vale 700 milioni? Se lo dice il tecnico per me va bene".
  • Terremoto, false residenze per ottenere i fondi: 120 indagati
    Oltre 120 persone sono state indagate dalla procura di Rieti in un'orribile vicenda - purtroppo, l'ennesima - che ha a che fare con il terremoto del centro Italia dello scorso 24 agosto.Nei mesi successivi, secondo l'ipotesi accusatoria dei magistrati reatini, sarebbero state decine i romani con seconde case ad Amatrice o ad Accumoli che avrebbero spostato la residenza nei Comuni terremotati pur di ottenere il Contributo autonomo di sistemazione. Un fondo che lo Stato assegna ha chi ha perso la propria abitazione e che può arrivare, a seconda del numero, dell'età e della presenza di persone disabili del nucleo famigliare, fino a 1300 euro al mese. E che hanno richiesto in molti fra chi possiede una casa di vacanza nel cratere sismico e chi magari vi ha ancora mantenuto la residenza ma è domiciliato - e quindi ha effettivamente la prima casa - a Roma.Le verifiche sono scattate dopo che qualcuno si è accorto della sproporzione fra l'enorme numero di domande presentate per accedere al Cas e la popolazione effettivamente residente. I Comuni colpiti, infatti, accolgono un enorme numero di seconde case: basti pensare che ad Accumoli dei 2500 sfollati, 2000 erano in vacanza. Le verifiche, però, sono state rese difficili da una circostanza tanto banale quanto ovvia: è molto difficile dimostrare che qualcuno sia effettivamente residente in una casa inagibile per via del terremoto. L'aumento esponenziale di domande di trasferimento di residenze dopo le prime scosse, però, ha destato dei sospetti e ha fatto scattare l'apertura delle indagini.Ora il procuratore Giuseppe Saieva, svela il Messaggero, sta per chiudere le indagini con le ipotesi di truffa e falso e già c'è chi spera di cavarsela restituendo l'importo indebitamente incassato (e senza sapere che questo non lo esime affatto dal rispondere a tali accuse).
  • Soldi per i terremotati spariti: vogliono già insabbiare tutto
    Tutto insabbiato. Non è certo colpa della procura di Rieti, il cui capo Giuseppe Saieva ha già chiarito che il fascicolo aperto dopo le dichiarazioni del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, sulla «sparizione» delle donazioni post-sisma arrivate via sms avrà vita breve: «Una bolla di sapone». Quei soldi, in effetti, non sono spariti. Non c'è molto di penale su cui indagare, non c'è un giallo da risolvere, e l'archiviazione sembra la strada più naturale, considerando che quei milioni di euro sono al sicuro nei conti della Protezione civile. Di penale, invece, c'è l'indagine per truffa a carico di 120 romani che, sfruttando la residenza «fittizia» ad Amatrice, sono stati pizzicati dalla procura reatina a incassare il contributo (da 400 a 900 euro) erogato alle vittime del sisma che prendono casa in affitto. Mentre le vittime vere, magari, vivono nelle baracche.A finire insabbiate, però, saranno le vere responsabilità che hanno portato alla denuncia di Pirozzi. Non penali, politiche. Quelle per cui i milioni di italiani che hanno donato 2 euro per il terremoto del centro Italia con l'sms solidale rischiano, come dice il sindaco, di veder «tradita» la propria volontà. Certo, non è pensabile che ognuno «orienti» la propria generosità, decidendo dove e come impiegare il proprio mini-contributo. Ma non tutti gli interventi sono accettabili, come ha mostrato la polemica scatenata dall'annuncio della Regione Marche di voler utilizzare quei fondi per una pista ciclabile. Chi ha donato sull'onda dell'emozione pensava di aiutare le popolazioni colpite, non di finanziare politici locali con interessi più variegati e urgenze, magari, di diverso genere. Ad approvare e monitorare i progetti proposti dalle Regioni è un comitato dei Garanti. Che, a luglio, ha almeno avuto il «merito» di congelare sull'onda delle polemiche la proposta della pista ciclabile. Chiedendo «approfondimenti» ulteriori, non depennandolo. Ora la polemica si sposta su interventi per consolidamento di scuole ed edifici pubblici, oggetto del contendere perché dentro o fuori i confini del cratere. Ad Amatrice, per esempio, dei soldi di quegli sms non ne arriveranno. Eppure le immagini del tappeto di macerie steso intorno al solo campanile rimasto in piedi hanno smosso le coscienze e le dita sulle tastiere dei telefonini. Per la protezione civile non c'è mistero e non c'è scandalo. Amatrice, come Accumoli, proprio grazie all'attenzione mediatica ha ricevuto fondi a sufficienza. Tutto bene, dunque. Se non fosse che poi lì in quei paesi sventrati dal sisma la «macchina della ricostruzione» non sembra procedere affatto spedita. Le macerie sono ancora lì, le casette non sono ancora state consegnate a tutti quelli che hanno perso la casa. Altri, tanti, aspettano ancora di capire come e quando potranno riparare le abitazioni da cui sono stati allontanati perché inagibili, e nel frattempo per dormire la notte devono arrangiarsi. Mentre i furbi, come si diceva, lucrano anche sul dramma. Eppure nell'ultima settimana di agosto 2016 le prime tre cariche dello Stato, sfilando tra le rovine, avevano promesso: «Non vi abbandoneremo». E per chi vive quel disastro sulla propria pelle tutti i giorni 13 mesi dopo, distinguere tra responsabilità penali e politiche non è prioritario. Quello che conta è non insabbiare le vittime. Non rendere endemica l'emergenza.
  • Udine, pedofilo stupra bambina nel bagno di un locale
    L'ha presa in bagno e l'ha violentata. Una bimba di meno di 10 anni è stata vittima di un pedofilo stupratore a Cividale del Friuli. L'uomo, un italiano di Venezia, è stato arrestato dai carabinieri grazie alla collaborazione dei parenti della piccola, che sono riusciti a rincorrerlo e fermarlo.Secondo quanto hanno ricostruito gli inquirenti della procura di Udine, nel pomeriggio di domenica il pedofilo, un uomo tra i 40 e i 50 anni, avrebbe avvicinato la bimba non lontano da un locale pubblico e l'avrebbe portata con sé nei bagni pubblici. A quel punto sarebbe scattata la violenza: si è strusciato su di lei con le sue parti intime. Secondo quanto scrive il Corriere Adriatico, non ci sarebbe stata alcuna penetrazione. Ma "sulla bimba sono state trovate tracce di liquido seminale".Una volta uscito dal bagno, il pedofilo ha abbandonato il locale. E l'avrebbe fatta franca se la bambina non fosse corsa dai parenti, raccontando l'orribile violenza subita. I parenti hanno dunque rincorso e fermato l'uomo, attendendo l'arrivo dei carabinieri. Il pedofilo adesso è in carcere con l'accusa di violenza sessuale su minore. Sarà la piccola a dover raccontare i dettagli di quanto successo di fronte al pm.
  • Niente baci davanti alla moschea, musulmano aggredisce coppia a Roma
    Due giovani che camminano mano nella mano, scambiandosi qualche bacio. È bastato questo a scatenare la rabbia di un ragazzo musulmano di 23 anni che, nella notte tra domenica e lunedì, a Roma, ha aggredito una giovane coppia davanti ad un centro di preghiera islamico nel quartiere Esquilino.I giovani stavano passeggiando, poco dopo la mezzanotte, in via di San Vito, a pochi passi da piazza di Santa Maria Maggiore. Probabilmente erano abbracciati e si stavano scambiando qualche gesto affettuoso quando si sono infilati nella stradina che ospita una delle tante moschee della Capitale. È qui che il ragazzo malese di 23 anni li vede e li ammonisce. “Non potete baciarvi qui”, avrebbe detto il giovane alla coppia, secondo quanto riporta l’Ansa, accusandoli di commettere un “sacrilegio” con il loro comportamento.Ma la situazione è diventata ancora più paradossale quando il ragazzo musulmano è passato dalle parole ai fatti. Il malese, infatti, ha iniziato ad insultare la giovane coppia e nel giro di pochi minuti ha aggredito il ragazzo 27enne colpendolo con calci e pugni. Anche la fidanzata del giovane viene colpita e spintonata.I due ragazzi, a quel punto, hanno chiamato i carabinieri. Ma quando i militari del nucleo radiomobile di Roma sono arrivati sul posto il ragazzo malese non ha esitato a scagliarsi anche contro di loro, tentando di aggredirli. Gli agenti, però, sono riusciti ad immobilizzare il giovane musulmano, che è poi stato arrestato. Lo straniero ora dovrà rispondere dell’accusa di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.Intanto i carabinieri stanno indagando sul passato del giovane, un senzatetto senza precedenti penali, per capire se il soggetto sia in contatto con ambienti vicini all’Islam radicale. L’ipotesi più probabile, però, al momento, per i militari, è che non si tratti di un soggetto radicalizzato ma di una persona con disturbi mentali. Quando è stato fermato, infatti, l’uomo era poco lucido ed in evidente stato di agitazione.
  • Tre israeliani uccisi in Cisgiordania. Hamas: È l'intifada
    È arrivato a Har Adar questa mattina dall'ingresso utilizzato dai palestinesi che lavorano nell'insediamento israeliano, poco lontano da Gerusalemme. E qui è stato fermato dalle guardie di frontiera, che sospettavano del 37enne. Poco dopo ha aperto il fuoco, con un'arma celata sotto la maglietta, uccidendo tre israeliani e ferendo una quarta persona.Sotto i colpi del palestinese sono morti il primo sergente Solomon Gabariya, 20enne ufficiale della polizia di frontiera originario di Beer Yakov e due guardi di sicurezza. Il coordinatore della sicurezza di Har Adar è rimasto colpito, ma è ancora in vita.Il responsabile dell'attacco - scrive il quotidiano israeliano Haaretz - è un uomo residente a Beit Surik, un villaggio nella Cisgiordania settentrionale. Ucciso nella sparatoria, aveva un permesso per lavorare negli insediamenti. Dopo l'aggressione l'esercito israeliano ha isolato il villaggio, da cui i residenti potranno uscire soltanto per "ragioni umanitarie"."L'attacco terroristico nell'area di Gerusalemme è un nuovo capitolo nell'Intifada di Al-Quds - ha tuonato poco dopo Hazzam Qassam, portavoce di Hamas - che ha provato che tutti i tentativi di 'giudaizzare' la città non cambieranno il fatto che Gerusalemme sia una città araba e islamica, i cui residenti e turisti pagheranno con la vita e il sangue".
  • Abolizione Obamacare verso un nuovo stop. Trump attacca McCain
    Lo sforzo per rottamarla sembra quasi la tela di Penelope: va avanti da mesi, ma i risultati non si vedono. E l'Obamacare, la riforma sanitaria fortemente voluta dall'ex presidente Obama, resta al suo posto. L'ultima a fare lo "scherzetto" a Trump è la senatrice repubblicana del Maine, Susan Collins: il suo "no" va ad aggiungersi a quello dei colleghi di partito Rand Paul (del Kentucky) e John McCain (dell’Arizona). Con 52 seggi su 100 in Senato, i repubblicani possono permettersi soltanto due defezioni, anche perché i democratici sono schierati compatti contro al proposta. Trump non si dà pace e accusa il senatore John McCain di aver cambiato "completamente rotta" sull’Obamacare."Agli americani che hanno un problema con il voto di McCain, posso dire che che John McCain era pronto a morire per questo Paese e può votare come vuole, a me non importa", ha detto il senatore il senatore epubblicano Lindsey Graham durante un dibattito sulla Cnn con l’altro firmatario della proposta di riforma della sanità per cancellare l’Obamacare, Bill Cassidy, e il senatore democratico Bernie Sanders. Anche Sanders ha difeso McCain, su Twitter, chiedendosi come qualcuno possa permettersi di attaccare un eroe americano.La polemica si infiamma. Ad alimentarla è una stima fatta dal Cbo (Congressional budget office): l'ufficio parlamentare osserva che con il provvedimento messo a punto dai senatori repubblicani Lindsey Graham e Bill Cassidy, che prevede un taglio del deficit di bilancio pari a 133 miliardi di dollari, lascerebbe senza copertura assicurativa "milioni di persone". Intanto ieri sono state arrestati 181 manifestanti accorsi a Capitol Hill per difendere l’Obamacare.Il presidente della commissione Finanze del Senato, Orrin Hatch, ha definito "improbabile" un voto sulla proposta della riforma Gop entro la settimana, come inizialmente previsto. L’obiettivo dei repubblicani sarebbe quello di far approvare il disegno di legge entro il 30 settembre, data oltre la quale non sarebbero più in grado di avvalersi della regola speciale che consente di far passare la misura con 50 voti, anziché i 60 previsti per provvedimenti controversi come la riforma della Sanità.
  • Il prete indagato per le Ong lezioni di accoglienza a studenti
    Alla fine ci sarà anche lui. Insieme al ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, e al presidente del Senato Pietro Grasso, anche Padre Zerai darà lezioni di accoglienza a 200 studenti italiani che dal 30 sttembre al 3 ottobre parteciperanno al convegno dal titolo "L'Europa inizia a Lampedusa".Padre Zerai, anche noto come Padre Mosè, è pero lo stesso parroco eritreo indagato dalla procura di Trapani nell'ambito dell'inchiesta sulle Ong. Il suo nome è finito nel registro degli indagati nello stesso filone di indagine che ha portato al sequestro della nave Iuventa della Ong Jugend Rettet. A costringere il pm a fare verifiche su Zerai, autore di un libro autobiografico, sono state le rivelazioni di alcuni addetti alla sicurezza della nave Vos Hestia di Save the children. Che tra loro al telefono parlavano di una chat whatsapp tra team leader delle Ong in cui sarebbero arrivati, tra le altre cose, anche messaggi dal prete eritreo in cui veniva segnalata la partenza di barconi dalla Libia, con la destinazione da raggiungere per recuperarli.Padre Mosè è stato per lungo tempo lodato a destra e a sinistra da tutti quelli che vedono nell'immigrazione senza regole una "risorsa" per il Paese. Laura Boldrini lo ricevette alla Camera dei Deputati e lui stesso ammette che il suo numero di telefono è anche "sulle pareti delle carceri in Libia".
  • Ora la ginnastica inizia con un clic
    Una revolution nel mondo del fitness. In sensso letterale. Si chiama proprio «Revolution» il nuovo concept e allenamento lanciato da Virgin Active. Ha appena debuttato a Milano all'interno del Brian&Barry Building di piazza San Babila. Si possono prenotare le lezioni tramite app dedicata e curiosare location e corsi on-line, sul sito www.revolutioncycle.it. «Si tratta di una formula innovativa di indoor training a base di tecnica, energia e coinvolgimento, grazie alla combinazione di attività di cycling e training funzionale», spiega Luca Valotta, Presidente di Virgin Active Europa e primo tester del progetto.Che è dedicato a sportivi più o meno esperti cui mette a disposizione quattro corsi, distinti per livello di difficoltà, intensità e approccio. Pro-Race è un cycling workout ad alte performance per sportivi esperti, in linea di massima di sesso maschile e amanti della competizione. Per loro la sessione termina con un ranking finale che stila la graduatoria dei partecipanti a pedali. Body Master, invece, è un allenamento full-body che unisce bike e tappeto, pensato per chi vuole impegnarsi nella tonificazione completa del corpo. Mentre Spirit Ride consiste in un'attività cycling con esercizi aerobici di stretching; più soft e d'atmosfera, si rivolge per lo più a un pubblico femminile che sceglie di tenersi in forma con un approccio olistico, con tanto di candele, luci soffuse, musiche e ritmi slow. Infine c'è Burn Up, un cardio cycling dedicato a chi vuole bruciare grassi e calorie e dare una sferzata al proprio metabolismo. Tutti e quattro i corsi durano 55 minuti a sessione (5 minuti di riscaldamento, 45 di attività clou e 5 di stretching finale), costano dai 15 ai 19,90 euro, sono aperti a chiunque desideri sperimentarli una volta o frequentarli assiduamente, non richiedono iscrizioni né abbonamenti e sono tenuti da un team di trainer esperti in grado di lavorare su protocolli di allenamento innovativi, sicuri e diversificati in base al livello dei partecipanti.Che possono tenere d'occhio e «studiare» durante la lezione, grazie a dispositivi ad hoc. Tecnologia e flessibilità sono due dei punti forti della Revolution by Virgin Active, applicati a 360 gradi. Come? Tanto per cominciare le lezioni si prenotano solo tramite l'app pay-per-train, che permette di selezionare il giorno, l'orario e il corso desiderato, ma anche il trainer preferito e la bike-postazione prediletta. In più l'app permette di essere informati in tempo reale sul palinsesto dei quattro programmi di allenamento on & off the bike, di caricare il proprio wallet e di acquistare in mobilità le lezioni, scoprendo in anticipo anche quali amici frequenteranno i corsi. «L'idea nasce per stimolare la revolution community», dice Valotta. «In realtà offre la possibilità tanto di conoscersi quanto di evitarsi volutamente, come di puntare sulla postazione vicina a quella di un amico, di un conoscente o di un papabile interesse».
  • Sardegna, banchiere svaligiato: La polizia dice che è normale
    Per gli italiani, purtroppo, è la normalità. Per un banchiere inglese di stanza a Ginevra, presentarsi in un commissariato di polizia a denunciare il saccheggio della propria casa e sentirsi rispondere che sono cose che succedono, e che tempo per fare indagini non ce n'è, è stato un colpo quasi peggio dell'irruzione dei ladri. Prima l'incredulità, poi la rabbia. E alla fine la decisione di non lasciar correre. Così prima ha fatto partire un esposto alla magistratura, raccontando per filo e per segno sia il furto che l'accoglienza ricevuta in commissariato. Poi ha scritto al ministro degli Interni Marco Minniti una lettera vibrante indignazione. Una lettera che solleva un problema ben noto agli italiani qualunque, e cioè che praticamente sui furti nelle case neanche si prova a indagare, a meno che non riguardino politici o magistrati; e in contemporanea racconta bene lo stupore dei cittadini stranieri che impattano con la dura realtà del Belpaese.La storia non accade in una zona degradata di qualche hinterland meridionale, ma in una delle località più patinate d'Italia: Porto Cervo, nel cuore della Costa Smeralda. Qui, nella notte di Ferragosto, la villa affittata dal banchiere viene svuotata. L'intera famiglia, probabilmente narcotizzata, non si accorge di niente. Spariscono Rolex, borse di Gucci, accessori di Hermes e Luis Vuitton, e una cassaforte con quindicimila euro in contanti e i generatori di password per i conti a Ginevra e a Singapore. Ancora sotto choc, il banchiere il 17 va al commissariato di Arzachena. Dove - dopo un'ora di attesa anche se in coda non c'era nessuno - rimane «stupito dall'atteggiamento distaccato e di superficialità con il quale è stata trattata la sua denuncia, nonostante la gravità dei fatti esposti (...) gli agenti hanno trattato il sottoscritto con sufficienza minimizzando l'episodio e limitandosi ad affermare che si trattava di un evento che accadeva quotidianamente a Porto Cervo nel periodo estivo». Il banchiere chiede che sia almeno esaminata la valigetta che ha ritrovato in giardino, per cercarvi le impronte dei ladri: «Gli agenti rispondevano che non avevano tempo per occuparsi di questa attività», si legge nell'atto che l'avvocato Gian Piero Biancolella, legale di fiducia del banchiere, ha trasmesso nei giorni scorsi alla Procura di Tempio Pausania.Al ministro Minniti, l'inglese scrive di ritenere che «nessuna indagine sia stata iniziata dal commissariato presso cui è stata depositata la denuncia» e che «nessuna immagine delle telecamere sia stata acquisita»; pertanto chiede di valutare sia «il comportamento posto in essere dagli agenti» sia «l'operato di coloro che hanno il compito di presidiare il territorio per accertare se abbiano posto in essere tutte le misure di prevenzione idonee a fronteggiare un fenomeno endemico come quello dei gravi e ripetuti furti nelle ville a Porto Cervo che si verificano in estate ormai da diversi anni» da parte di bande radicate e organizzate.Anche se a un italiano disincantato l'indignazione del banchiere può apparire naif, l'esposto a Minniti punta il dito contro i danni che il fascino del paese subisce dalla depenalizzazione di fatto dei furti in appartamento: il banchiere chiede «se sia ammissibile che un cittadino straniero che trascorre le vacanze nel territorio italiano e che subisca un grave crimine come quello sopra descritto» riceva un simile trattamento. «Tale atteggiamento ha creato nello scrivente un senso di sfiducia verso lo Stato italiano e le forze dell'ordine, tant'è che intende segnalare l'accaduto al proprio Consolato».
  • Montella già sotto processo. Serve un'altra mentalità
    Milano - Al secondo scossone (2 su 6), la panchina di Montella ha cominciato a traballare. Inevitabile, diranno i più dopo i fuochi d'artificio del calciomercato sovrastimato e le aspettative ingigantite fino all'eccesso di reclamare almeno uno dei primi 4 posti, se non proprio lo scudetto come profetizzato da qualche stonato trombettiere del nuovo regime. Le parole di Marco Fassone, pronunciate a Genova dinanzi alla tv e ripetute ieri nel summit di Milanello, prima a porte chiuse con Montella, poi dinanzi alla platea della squadra, sono diventate pietre e hanno lasciato ammaccature sparse. «Non vogliamo mettere in discussione il tecnico - hanno ripetuto dalla società -. Vogliamo solo far sapere che non bisogna rassegnarsi alle sconfitte», hanno aggiunto a mo' di manifesto per l'immediato futuro che è bello tosto e impegnativo, Roma e derby subito dopo la sosta per le nazionali, solitamente traditrice. Di fatto Montella è finito sulla graticola, arrostito a dovere da tifosi scatenati e insoddisfatti e da sostenitori del nuovo corso milanista, i quali hanno rovesciato sul tecnico tutte le responsabilità del secondo sonoro schiaffone. Nell'intervento di Fassone l'elogio pubblico di Giampaolo e il riferimento alla differenza tra monte-stipendi e fatturato dei due club è sembrato un vero e proprio atto d'accusa più che una semplice e generica intemerata.Montella, ieri, nell'intervista alla tv di casa, ha raccolto e portato a casa. «Le critiche sono giuste ed è giusto anche esternarle» il primo riconoscimento per non accentuare lo strappo con Fassone accusato di averlo esposto alle tempeste mediatiche. «La prestazione è stata al di sotto del livello del Milan», l'altro riconoscimento prima di rivendicare l'autonomia sulle scelte future («moduli e calciatori da impiegare sono di mia pertinenza»). La conclusione è diventata una sfida collettiva, lanciata a tifosi oltre che dirigenti e calciatori: «Se saremo intelligenti, preparati e lucidi, anche queste cadute possono alzare il livello di competitività». Non basterà. Perché il tempo a disposizione (per esercitazioni, correzioni di sistema, colloqui) è ridotto e le partite (Europa league di mezzo) una dopo l'altra. Con nodi intricati da sciogliere che riguardano Suso (da seconda punta non funziona), l'utilizzo di Andrè Silva, il riposo da dare a Kessiè per non stremarlo, l'inserimento di talenti ancora ai margini (Calhanoglu) e il turnover praticato con moderazione nell'ultima settimana (Zapata confermato dopo la Spal).Montella è convinto d'aver scoperto il deficit di Marassi: un calo di tensione nervosa e quindi di concentrazione e determinazione. Sulla materia è lui il responsabile numero uno. È lui che deve accorgersi, dall'intensità degli allenamenti effettuati, se c'era una platea distratta. E magari non aspettare il 70' per procedere a qualche cambio del quale c'era bisogno già all'intervallo (Kessiè, Zapata, Suso, che ieri ha rinnovato fino al 2022 con clausola da 50 milioni). Adesso è Montella esposto ai venti di tramontana. Nel giro di un paio di mesi sarà misurata la sua abilità a guidare una vettura calcistica da Formula 1. Subito dopo toccherà anche valutare l'esatta cifra tecnica del mercato realizzato dal Milan cinese. Che per numero (11 acquisti) e cifre (230 milioni in uscita, circa 65 in entrata) ha autorizzato spropositate ambizioni. Con qualche giustificazione: per esempio la perdita di una risorsa preziosa come Conti (adattissimo al 3-5-2).
  • Agnelli colpevole, un anno di squalifica
    Aveva dieci giorni il Tribunale federale Nazionale, e se li è presi tutti, per emettere una sentenza sportiva attesa. Una sentenza che sancisce la colpevolezza del presidente della Juventus Andrea Agnelli per il caso ultras-biglietti, ma che alleggerisce la richiesta del pm del pallone Pecoraro. Un anno di inibizione e una multa di 20mila euro il giudizio emesso dal Collegio giudicante presieduto da Cesare Mastrocola, a fronte dei 30 mesi e 50mila euro chiesti dall'accusa.La sentenza sarà immediatamente esecutiva : Agnelli, pur restando presidente del club, non potrà presentarsi in Lega di A, scendere negli spogliatoi e rappresentare il club in ambito federale. Ma lo stop, non superando i 12 mesi se fosse confermato nei 3 gradi di giudizio, non comporterà l'impossibilità di ricoprire incarichi federali per 10 anni. E in attesa che l'iter della giustizia sportiva faccia il suo corso, resta il danno d'immagine per colui che guida una delle squadre fra le più nobili d'Europa, appena nominato presidente dell'Eca, il sindacato dei club europei.Parole dure, infatti, quelle usate dal Collegio federale nelle motivazioni della sentenza. Non è stata accolta la difesa assolutoria dei legali di Agnelli, visto che l'«invocata estraneità del presidente non può ritenersi tale». Anzi il Tribunale riscontra come « Agnelli, con il suo comportamento abbia agevolato e, in qualche modo avallato o comunque non impedito le perduranti e non episodiche condotte illecite». E il fatto che il club riservasse agli ultras pacchetti di biglietti, consentendone la cessione in numero superiore al consentito con la consapevolezza che diventassero oggetto di bagarinaggio, è «oltremodo preoccupante» anche perché «non sono stati fenomeni sporadici e occasionali», ma «un vero e proprio modus operandi».Al presidente bianconero viene invece scontato forse il più imbarazzante dei capi d'imputazione: quella sulla frequentazione con gli ultras e con esponenti della criminalità organizzata. «Non è stata fornita prova concreta - la chiosa nella sentenza -, Agnelli era inconsapevole del presunto ruolo malavitoso».Colpevoli e sanzionati nello stesso modo anche gli altri deferiti: Francesco Calvo, ex direttore marketing, e Stefano Merulla, responsabile ticketing. Per il security manager Alessandro D'Angelo, invece, 1 anno e 3 mesi di inibizione con i soliti 20mila euro di ammenda. Secondo il presidente del tribunale federale Cesare Mastrocola, infatti, «non è fatto mistero che l'intero management bianconero fosse votato a ricucire i rapporti con gli ultras, così da rendersi disponibili a scendere a patti per non urtare la suscettibilità dei tifosi».Respinta infine la richiesta di due turni di squalifica dell'Allianz Stadium e della chiusura della curva Sud nel terzo, resta solo l'ammenda di 300mila euro. Il Procuratore federale Pecoraro e la Juve hanno già annunciato ricorso. «Sono parzialmente soddisfatto, è stata provata la colpevolezza di tutti - così il pm del pallone - ma i fatti sono talmente gravi che andavano sanzionati di più». «È stato escluso ogni legame con la criminalità organizzata, ma non sono state riconosciute le nostre buone ragioni», dice il club torinese.
  • Il nuovo eroe grillino: il sindaco indagato
    Un cortocircuito, l'ennesimo. Una volta di più il Movimento 5 stelle si conferma folle nella sua ambiguità riuscendo nell'impresa, non facile, di stare sia con l'indagato che con chi indaga. Quando l'indagato, ovviamente, è uno dei loro. Succede a Bagheria, comune alle porte di Palermo, dove il sindaco grillino Patrizio Cinque è finito nei guai. Abuso d'ufficio, omissione di atti d'ufficio, turbativa d'asta e rivelazione di atti d'ufficio, in relazione alla gestione del servizio rifiuti e ad alcuni casi di abusivismo, i reati contestati al primo cittadino per cui è stato disposto anche l'obbligo di firma quotidiano. E il Movimento che fa? Ligio al motto «onestà» si schiera con la magistratura ed espelle l'indagato? Neanche a parlarne, non è mica di un altro partito. E così tutti in piazza per difenderlo. Salvo poi fare dietrofront perché anche alle ambiguità c'è, in fondo, un limite. Oggi infatti i grillini dovevano manifestare per le strade di Bagheria a favore del sindaco. Altro che dimissioni «in cinque minuti» degli indagati. E se in un primo tempo gli organizzatori sottolineavano di avere «fiducia e rispetto per la magistratura», l'imbarazzo nel M5s è stato tale che lo stesso Cinque ha chiesto di annullare la marcia «per evitare speculazioni». E in serata è arrivato il dietrofront. Marcia annullata ma grande sostegno e vicinanza al sindaco indagato, alla faccia della coerenza.Il sindaco ieri è stato interrogato per circa due ore dal Gip di Termini Imerese Michele Guarnotta e ha respinto tutte le accuse, assicurando che chiarirà tutto. Tramite i suoi legali, ha chiesto la revoca dell'obbligo di firma. Difficile che possa essere accontentato visto che in prima istanza per lui erano stati chiesti gli arresti domiciliari.Intanto, mentre Di Maio da Milano si lancia in una nuova sparata dicendo «noi siamo l'unico argine agli estremismi in Europa», proprio dalla Sicilia, dove il candidato governatore Cancelleri è stato fermato dalla magistratura per irregolarità nelle «primarie» grilline, arriva una nuova mazzata. Martina Guarascio, figlia del muratore di Vittoria che si suicidò per difendere la propria casa, ricomprata con i fondi donati dai Cinque Stelle e a lei restituita, scende in politica. Con loro? No, con Forza Italia dove correrà per le Regionali. Così, tra un'ambiguità e un cortocircuito, il Movimento perde altri pezzi. Anche quelli meno attesi.
  • La lunga marcia di Ala Da stampella di Renzi all'esodo in Forza Italia
    Missione terminata: Denis Verdini scioglie il movimento stampella dei governi Renzi e Gentiloni. Il gruppo parlamentare Ala (Alleanza liberal-popolare per le Autonomie) ha i giorni contati: all'indomani delle elezioni regionali in Sicilia (5 novembre) scatterà il rompete le righe per deputati e senatori. Renzi non è più a Palazzo Chigi e tra non molto, archiviato il voto sulla legge di bilancio, anche l'attuale presidente del Consiglio Paolo Gentiloni avrà già la mente proiettata verso il voto. Verrà, dunque, meno il presupposto per cui è nato il gruppo dei verdiniani: fare da stampella agli esecutivi Pd, sempre in bilico al Senato. Eppure, Verdini ha provato a dare un'impronta politica al movimento, tentando la fallimentare esperienza alle amministrative. Incassata qualche altra mancetta nella legge finanziaria, tra i senatori di Ala partirà l'operazione ricandidatura.All'esordio i verdiniani sognavano il partito della Nazione: ora si accontenterebbero di un posticino in lista. Operazione non semplice, perché la strada obbligata, sondaggi alla mano, appare il ritorno nel centrodestra dove, però, non mancano i veti sul ritorno dei traditori di Berlusconi. Conti alla mano, il gruppo Ala in Senato può contare su 14 senatori: 4 in più rispetto al limite minimo di 10, fissato dal regolamento di Palazzo Madama per mantenere in vita gruppo, uffici e fondi. Ad oggi, esclusa la posizione del leader Denis Verdini, sarebbero cinque i senatori che hanno già deciso di mollare Ala dopo il voto in Sicilia. Con un piede già fuori ci sarebbe Pippo Compagnone che in vista delle Regionali nell'isola sta lavorando a un accordo con il candidato del centrodestra Nello Musumeci. Grazie all'intesa elettorale siciliana, Compagnone cerca il lasciapassare per il rientro nel centrodestra, dopo una legislatura al fianco dei governi dem. Lasciapassare che per ora arriva per una ragione semplice: Berlusconi è stato esplicito nel tenere distinta la partita locale da quella nazionale. Ieri, un altro verdiniano come l'ex ministro delle Politiche agricole Saverio Romano ha formalizzato l'appoggio Musumeci. A breve dovrebbe arrivare l'annuncio dell'addio ad Ala di altri tre senatori: Eva Longo, Ciro Falanga e Pietro Langella. Tre senatori, ex Forza Italia, utili alla causa di Verdini di trasformare il gruppo parlamentare nella stampella dell'esecutivo. Il primo approccio è stato con Forza Italia, ma anche in questo caso l'eventuale rientro tra le truppe azzurre sta suscitando malumori in Campania. Antonio Milo è il quinto senatore già con le valigie pronte. Con i cinque addii, il gruppo Ala si ritroverebbe con 9 senatori. Regolamento alla mano, il presidente Pietro Grasso non potrebbe fare altro che sciogliere il gruppo o seguire l'esempio di Laura Boldrini alla Camera, concedendo una deroga per garantire fondi e benefit a un gruppo fantasma.Da nuovi costituenti a rottamati: non è un caso che la parabola della pattuglia verdiniana si sia intrecciata con quella renziana.
 

Lascia il tuo commento